Transiti

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La collana Transiti si sarebbe anche potuta chiamare “Ponti”. Ma i ponti appartengono alla nostra vita analogica, incoraggiano la retorica, hanno in qualche caso enfasi mistica. Non va bene. Il progetto al quale vogliamo dar vita è il contributo ad una trasformazione.
Non siamo più nella fase degli “evangelisti”. Non c’è più bisogno dell’”esempio” di quanto sia buono il digitale. Questa è stata una fase che abbiamo vissuto, tutti, come persone attive al passaggio di secolo, e non ha avuto successo, anche perché facendo si sbaglia e il giudice prevenuto ha sempre un errore da rinfacciarti. Ma il punto è che non è per “esempi” e predicazione che avanza il digitale, ma per processi “spontanei”, oggettivi, fattuali. Il digitale è il presente che è arrivato mentre fra noi litigavamo sul futuro.
La nostra distrazione ha fatto sì che il presente ci abbia preso impreparati, riluttanti, inadeguati, senza gli occhiali giusti.  Così oggi, in presenza di un mondo non più in pace, non più ottimista a tutti i costi, non più convinto di potercela fare senza perdere per strada se stesso prevalgono visioni catastrofiste, mugugni di industrie al tramonto, chiusure politiche e concettuali, veri e propri pericoli di involuzione.
Noi vogliamo semplicemente descrivere il sereno presente e le sue aporie.  Transiti non è un’altra “collana di tecnologia”, anche se i primi passi partiranno proprio da qui. Lo facciamo perché pensiamo che ci siano saperi da diffondere e da divulgare. Dalla sicurezza alla realtà della rete (vi siete accorti di quanti ne parlano senza saperne?), poi al diritto, ai processi produttivi, alla qualità e alle forme della vita digitale.
Le tipologie editoriali di questi contributi varieranno dal saggio al libro intervista, dal pamphlet alla testimonianza di protagonisti nei loro settori di competenza. Del transito, noi pensiamo che in realtà sia già avvenuto. Siamo noi che siamo rimasti indietro e ora bisogna scendere dalla torre e popolare il territorio della giusta vegetazione informativa, mettendo in comune saperi e contenuti qualificati.

La collana Transiti è curata da Vittorio Zambardino

Direttore editoriale

Ho fatto il giornalista per tutta la vita, e per una decina d’anni anche il dirigente d’azienda. Mi sono occupato di politica, poi di sport, quindi della Rete prima che apparisse, quando ci divertivamo con le BBS. La mia prima prova di scrittura non giornalistica risale a una Storia del Flipper ormai introvabile anche per me.

Ho scritto due libri su quello che oggi chiamiamo digitale (nel ’95 e nel 2009), ho diretto il progetto di realizzazione di repubblica.it e ne ho curato il varo. Mi sono occupato di vari progetti nell’epoca del web 1.0 e in questa occasione ho conosciuto Antonio Tombolini. Ho lavorato con il Medialab del MIT. Nei primi anni del secolo, attraverso due blog, ho cercato di “evangelizzare” il mondo sulla necessità di “rottamare” il giornalismo delle corporazioni sostenendo che si dovesse creare un giornalismo “digital first” e che il giornalismo dovesse meticciarsi con i saperi digitali. Mi hanno preso così sul serio che nel 2010 sono stato fra i primi prepensionati di Repubblica.

Non ho smesso di leggere e di pensare per questo, ma mi sembra che l’establishment professionale editoriale di questo paese abbia tendenze suicide. Anche per questo penso che la collana Transiti sia necessaria. Per il resto medito un romanzo che salvi l’umanità, ma comincerò a scriverlo verso gli gli ottant’anni, in modo che resti incompiuto.

Progetto grafico e illustrazioni
Marta D’Asaro

Autori

ALBERTO BERRETTI
Alberto Berretti è laureato in Fisica presso l’Università di Roma “La Sapienza”, ha studiato presso il Courant Institute of Mathematical Sciences...
STEFANO QUINTARELLI
Tra i pionieri di Internet in Italia, Stefano Quintarelli ha dato un contributo rilevante al suo ecosistema; il Corriere della Sera lo ha...
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