6 Nazioni Letterario: Scozia – ‘Tra Loreto e Scozia’ – Antonio Tombolini

6 Nazioni Letterario: Scozia – ‘Tra Loreto e Scozia’ – Antonio Tombolini

TRA LORETO E SCOZIA – Antonio Tombolini – 6 Nazioni letterario. Segui il 6 Nazioni letterario sulla nostra pagina Facebook e #6Nletterario su @ATeditore.

« Papà, cosa stai facendo?»
« Sto scrivendo un racconto. »
« Wow, che racconto? »
« Non lo so ancora. Sai, il 6 Nazioni Letterario che ci siamo inventati per Antonio Tombolini Editore? Ecco, adesso dovrei scriverne uno io per la Scozia. »
« Ma tu di rugby non sai niente! »
« Lo so, per questo mi torni utile tu, che invece a rugby ci giochi e fai pure l’arbitro, no? Dai, dammi una mano che devo consegnare domani, in tempo per la prossima gara: Scozia – Inghilterra del 24. »
« Scozia – Inghilterra, hai detto? »
« Sì, perché? »
« Perché è stata la prima gara “internazionale” di rugby, nel 1871. »
« Davvero? »
« Certo, e vinse la Scozia uno a zero. »
« Uno a zero? E meno male che fai l’arbitro di rugby! Guarda che non stiamo parlando di calcio, nel rugby l’uno a zero è impossibile. »
« Questo lo dici tu. »
« No, non lo dico io, lo dice la matematica: una meta vale cinque punti, la trasformazione due, e il calcio vale tre punti. Un punto no, non puoi farlo mai, in nessun modo. »
« E credi che sia sempre stato così? »
« Ah, era diverso? »
« Sì, ai tempi di quel primo International Match era diverso. Ti sei mai chiesto perché per dire “meta” in inglese si dica “try”, che vuol dire “tentativo”, mentre il calcio che va a segno, quello sì, si chiama “goal”? »
« Già, in effetti ogni volta che mi capita di pensarci resto un po’ interdetto, anche perché la meta, il loro “try”, vale di più del “goal”! »
« Ecco, prima non era così. Fino a un bel po’ avanti, chi riusciva a fare meta, schiacciando la palla oltre la linea di fine campo, segnava un “try” (termine che è rimasto) perché la meta non portava di per sé alcun punto alla squadra, ma dava diritto al “trial”, al tentativo di calciare in “goal”, a quel punto sì, segnando un punto. »
« Ma dai! »
« Sì, proprio così. Quello Scozia – Inghilterra del 1871 finì uno a zero perché la Scozia mise a segno due tries, guadagnandosi così il diritto di tentare il tiro per due volte, ma ne mise a segno solo uno, mentre l’Inghilterra, che segnò un solo try, fallì il calcio restando a zero. »
« Interessante. »
« C’è un’altra cosa che ti può interessare per il tuo racconto. »
« Spara. »
« Dove viviamo noi? »
« A Loreto, e allora? Qui di rugby sì e no che se ne sente parlare, che c’entra? »
« C’entra eccome, c’entra con uno dei due arbitri di quella storica gara, un certo Hely Hutchinson Almond, medico dell’epoca. »
« E cosa c’entra con Loreto? »
« Hely era appassionato di rugby, ed era stato anche un buon giocatore. A un certo punto diventò rettore di una delle più antiche scuole private scozzesi, la Loretto School, che durante gli anni del suo rettorato, dal 1862 al 1903, fu il più importante vivaio di giovani rugbisti per la Scozia. »
« E Loretto School, ha a che fare con la nostra Loreto? »
« Certo che sì: il fondatore della scuola, il Reverendo Thomas Langhorne, la creò nel 1827 a Musselburgh, a una decina di chilometri da Edimburgo, costruendola attorno a una cappella medievale intitolata, indovina un po’, alla Our Lady of Loreto, la Nostra Signora di Loreto. »
« Cool! Allora la mia scelta di scrivere per la Scozia nel 6 Nazioni Letterario non è stata del tutto casuale! »
« Sì, puoi vederla così. Anche se non ne sarei proprio del tutto fiero. »
« E perché? »
« Ma, niente: nel 2001 un ex-alunno denunciò un prete di quella scuola per abusi sessuali, e giusto l’anno scorso, 2017, la Loretto School è stata di nuovo messa sotto inchiesta per abusi sessuali nei confronti di minori da Lady Smith, il giudice della Suprema Corte Scozzese che si è dedicata completamente a questa inchiesta.
« Ma questo è un altro discorso. »
« Certo, certo. »
« Guastafeste. »

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