6 Nazioni Letterario: Galles – ‘La Dea del Rugby’ – Sergio Beducci

6 Nazioni Letterario: Galles – ‘La Dea del Rugby’ –  Sergio Beducci

LA DEA DEL RUGBY – Sergio Beducci – 6 Nazioni letterario. Segui il 6 Nazioni letterario sulla nostra pagina Facebook e #6Nletterario su @ATeditore.

Cesare Mariani si portò una mano sui capelli impiastricciati di brillantina e bestemmiò.
Questo si chiamava mobbing, puro e semplice mobbing.
Solo ventiquattro ore prima il titolare lo aveva mandato a chiamare e gli aveva comunicato fissandolo negli occhi: « Domani le consegne le fai te! » Quindi era scoppiato a ridere.
Il suo capoccia era un cazzo di gallese alto un metro e novanta coi capelli rossi legati a treccia che gli arrivavano alle spalle, una specie di Obelix senza baffi. Quando voleva umiliarlo davanti ai suoi colleghi lo sfotteva in cimrico, quella loro assurda lingua da barbari. Ridevano tutti.
In tasca aveva ancora il biglietto della partita: non aveva nemmeno avuto il tempo di rivenderlo. Il Rugby era anche la sua religione, oltre a quella dei barbari!
Galles-Italia era ancora sul 3 a 0 e gli azzurri stavano premendo e manovrando splendidamente. Il radiocronista aveva appena terminato di dire che la partita era bellissima quando Carlo Canna si inventò un buco per lanciare Michele Campagnaro che si involò con un paio di finte irresistibili, prima di andare trionfalmente in meta.

« Metaaa! » ululò Cesare Mariani. Lasciò il volante alzando le mani al cielo, ebbro di una gioia incontenibile. Senza più guida il furgone sbandò verso il centro della carreggiata. Invece di inchiodare continuò a gridare a squarciagola il nome di Campagnaro, schiacciando istintivamente l’acceleratore. Lo scontro frontale con il Tir che sopraggiungeva in direzione opposta fu inevitabile.


Era in un tunnel, fluttuava. Poco a poco la luce lo avvolse. Una profonda sensazione di pace invase la sua mente. D’improvviso si ritrovò in una stanza spoglia, illuminata fiocamente. Sentì una superficie sotto i piedi, la gravità gli restituì il peso. Un essere di luce era immobile davanti a lui.
« Nome, cognome, nazionalità, precedenti penali? »
« Come? »
L’essere di luce alzò gli occhi al cielo.
« Sei ipoacusico? Affetto da demenza precoce o ritardo mentale? Hai passato una notte insonne prima di schiattare sulla statale? »
« Ma… sarei morto? »
« Nooo?! Sei solo su Scherzi a parte! Dai sorridi. »
« Veramente? »
L’essere lasciò cadere con ostentazione le sue braccia luminose che fino a poco prima teneva incrociate davanti a sé.
« Va bene, siediti. »
« Dove? »
Una sedia opalescente si materializzò alla sua destra.
« Vedi, questo che stai affrontando è solo il primo di una lunga, lunghissima serie di colloqui che in futuro ti impegneranno duramente. »
Mentre Cesare Mariani si sedeva cautamente, l’essere di luce continuò: « dovrai effettuare test psicologici approfonditi, oltre che psico-attitudinali… a proposito, qual è il tuo quoziente intellettivo? »
« Boh… duecento? »
« Rilassati, era solo per metterti a tuo agio; tanto dovrai affrontarli tutti i tuoi test, uno dopo l’altro, senza interruzione. »
« E alla fine? Si vince qualcosa? »
« In base al risultato che avrai raggiunto al termine delle prove, dei test, dei questionari, eccetera… »
« Sì?! »
« …potrai ambire a una posizione d’invidiabile vicinanza alla tua divinità. »
« E quindi Dio esiste! »
« Bingo! »
« E chi è? Cristo? Non è Allah giusto? Nemmeno quel ciccione di Budda spero… »
« Modron. »
« Ehm… Dovrei conoscerlo? E che fine avrebbe fatto il dio in onore del quale ho fatto la Prima Comunione, la Cresima, il chierichetto e ho evitato anche di masturbarmi fino ai sedici anni, scusi?! »
« Per tua informazione è una dea. »
« Pure! »
« Sei misogino forse? »
« … »
« Il titolo di Divinità Suprema Di Tutto L’Universo è elettivo. Modron, è diventata ufficialmente la tua divinità nel 1870, dopo la Breccia di Porta Pia e la fine dello Stato della Chiesa. Quattro dei vostri anni dopo, come il precedente dio, ha mandato suo figlio sulla Terra e… beh a lui è andata meglio. Anche se il messaggio di amicizia, umiltà, rispetto, lealtà, coraggio che scelse di trasmettere per mezzo del rugby, gioco terrestre invero assai bizzarro, non è stato ancora capito e diffuso a sufficienza. »
« Sì? E come si chiamava il suo figliolo? »
« Gwyn Nicholls »
« Chi?! »
« Erith Gwynne Nicholls, “il principe della tre quarti”, capitano della nazionale gallese di rugby tra il 1896 e il 1906. »
« E che cavolo, conosco il rugby, so benissimo chi è Gwyn Nicholls! Ma come fa a essere diventato una… divinità! »
« Sei in Galles bello! E sai cosa si dice a Cardiff quando gioca la nazionale? Che anche se il cielo è plumbeo e già cadono le prime gocce di pioggia, il tetto del Millennium non sarà chiuso per permettere a Dio di vedere giocare il Galles. Perché secondo te?! »
« Insisto, signor angelo, sempre che lei sia un angelo e non una sottospecie di invasore alieno bianchiccio: Dio, anzi ‘sta dea non può avere un nome che assomiglia a quello di un videogame e suo figlio non può essere un fottuto gallese! Ci dev’essere un errore. »
L’essere di luce sembrò arricciare il naso; per qualche momento continuò a osservare quell’anomalo esemplare di Sapiens con i peli superiori del capo appiccicati da una strana sostanza gelatinosa. Sospirando materializzò l’Atlante Supremo del Multiverso e lo aprì. Iniziò a leggere i dati che lo riguardavano.
« Sei nato sul pianeta Terra, giusto? La Via Lattea è la tua galassia, no? E fa parte del Gruppo Locale? E il tuo universo-bolla è quello che ha la costante di Plank con h uguale a 6,62605967(29) eccetera? »
« … »
« Bene, allora la tua dea è Modron. Oh… Vedo però che sei nato a Roma. »
« E certo! Vicino al colosseo, romano d.o.c. mica burino! »
« Questo potrebbe essere un problema. Modron ha una memoria di ferro. »
« In che senso? »
« Nel 60 D.L.N.D.F.D.P.D. (Dopo La Nascita Del Figlio Del Precedente Dio) mi risulta che voi romani massacraste senza pietà tutti i druidi superstiti arroccati a Castell Ior, nell’isola che ora prende il nome di Anglesey, Galles settentrionale, per ordine di un tizio chiamato Nerone. »
« Cavolo, sono fregato. »
« Non disperare. Modron è una dea vendicativa ma giusta. Te la dovresti cavare con 1500 anni di purgatorio, più o meno. Uso questo termine, Purgatorio, per non disorientarti troppo, in realtà si tratta di un regno di oscurità e sofferenza. Ma una volta l’anno, a Samhain, potrai tornare a far visita alla tua terra e spaventare a morte i tuoi simili col tuo tocco gelido e i tuoi occhi vuoti. Un vero spasso. »
« Che culo! E poi, una volta in paradiso? »
« Rivedrai per l’eternità tutte le partite giocate da Gwyn Nicholls, no?! »
« Tutto qui? »
« Dipende anche da te. Se riuscirai a risolvere correttamente i test che ti sottoporremo, ti troverai a essere vicino a Lei in una posizione invidiabile: ti sentirai soddisfatto e appagato. »
« Cioè? Cosa proverò? »
« Hai presente i tossici dopo una pera di eroina? Guarderai la tua Dea biascicando parole incomprensibili, sentendo un grande calore dentro di te; dondolandoti, sbaverai felice. »
« Ma no! Eccheccazzo, nemmeno l’ho mai pregata io ‘sta Modron! Non c’è un’altra possibilità? »
« Come no! Puoi sempre tornare indietro. »
« Tornare indietro nel tempo, al momento dell’incidente? Figo! Tengo le mani sul volante e accosto un attimo eh? Così magari finisco di sentire la radiocronaca della partita! A proposito, come è finito Galles Italia? »
« Vuoi conoscere il risultato della partita? Ora?! »
« Beh, sai, oltre all’amore sconfinato per gli azzurri e per il mio Paese… sullo smartphone ho una app per le scommesse sportive: posso puntare “live” e giocarmi risultato esatto, marcatore, over/under… Se riesco a tornare indietro c’è da tirarci su un po’ di grana. »
L’essere di luce spalancò gli occhi; la luminescenza che emanava sembrò aumentare a dismisura. Rabbrividì e la luce si increspò.
« Santo Nicholls, che abiezione! »
Fece una pausa prendendo un lungo respiro. Poi continuò con voce monocorde: « No, temo tu non possa semplicemente tornare al momento precedente la tua morte… Ciò non è permesso. Dovrai rinascere. »
« Come?! Sulla Terra? »
Per la prima volta l’essere di luce sorrise. Bagliori luminosi fuoriuscirono dalle sue labbra irraggiandosi tutt’intorno.
« Sicuro uomo! E senza alcun test. Devi solo firmare un foglio. »
« Fantastico. Io firmo! »
« Se è questo che vuoi… Firma leggibile! »
Apparve davanti a lui uno scrittoio dove era posato un foglio che emanava luce cristallina. Con la penna che si ritrovò in mano, Cesare Mariani tracciò la sua firma. Sorrise.
« Fatto! Quando rinascerò? Avrò lo stesso aspetto, giusto?! »
« Eh, no. »
« Più giovane? Più bello? »
« Non proprio. »
Cesare Mariani sospirò.
« Ho capito: sarò di nuovo un moccioso! Un neonato… »
« No! »
L’essere di luce scosse la testa. Eppure non smetteva di illuminare l’ambiente sorridendo.
« Sai, voi Sapiens siete diventati un po’ troppi per quel povero pianeta; oltretutto consumate risorse a dismisura. »
« Ma allora…? »
« Rinascerai nella forma di Tenia Solium: congratulazioni! »
« E che è? »
« Un organismo sostenibile adatto a riciclare rifiuti, prevenire sprechi, recuperare sostanze nutritive utili. Voi di solito lo chiamate “verme solitario.” »

Scrivi commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *