6 Nazioni Letterario: Francia – ‘Mussulmano’ – Michel Des Alpes

6 Nazioni Letterario: Francia – ‘Mussulmano’ –  Michel Des Alpes

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Ebbene sì, ho tradito. Mi sono anche cambiato nome per farlo. Non è la prima volta. Non sarà l’ultima.

Non è la prima volta che mi armo contro i fratelli, contro gli amici, contro il mio Paese. Ma quali fratelli poi? Quelli che a scuola guardavano dall’altra parte pur di far finta di non vedermi? Quelli che quando passavo facevano le facce e ridevano?

Tra loro c’era anche lui, il campione. Gioca stasera allo Stade de France, a Saint-Denis. Lo adoravo, sin da ragazzo, era due anni avanti a me, e giocava già con la palla ovale. Un mito, un colosso di muscoli, il fratello maggiore che avrei sempre voluto. Per questo ho iniziato a giocare a rugby, per essere in squadra con lui, per sentirmi protetto. Avevo finalmente un eroe. Avrei dato la vita per lui. Certo, non poteva saperlo, nemmeno mi aveva mai guardato in faccia. D’altra parte io sono croato, mica francese, questo nessuno ha mai fatto in modo che lo dimenticassi. Però picchiavo duro, andavo all’osso, mi facevo in quattro per la squadra. Non solo nel gioco. Nel prendere due autobus per ogni allenamento, nel camminare a lungo nelle periferie, perché noi si abitava lontano. Non so perché, ma abbiamo sempre abitato lontano, dalla scuola, dal campo di rugby, dalla città, dalla vita, da tutto.

Era un pomeriggio di nebbia che sono sgusciato fuori dagli altri con la palla in mano. Ma quell’idiota di Anselme che giocava per gli avversari mi ha placcato al volo. Ho alzato gli occhi e davanti a me c’era lui, l’eroe, gridava: Lancia! Passa! Sono rimasto incantato un secondo di troppo, non avevo occhi che per lui. Sono finito con la faccia nel fango e la palla è sparita. Il gioco si è ribaltato. Il mio stomaco anche. L’eroe, il mio eroe, mi ha raggiunto, mi ha detto che ero un’imbecille, poi ha aggiunto maledetto mussulmano e mi ha sputato addosso. Io avrei accettato tutto, anche lo sputo, ma mussulmano no. Gliel’ho detto in faccia: noi croati abbiamo difeso l’Europa cristiana, abbiamo pagato col sangue. Lui ha riso, mi ha detto che l’aveva visto in tv: in Bosnia sono tutti musulmani. Ma io sono croato. È la stessa cosa, ha risposto. E ha sputato di nuovo, questa volta per terra.

Io sono cristiano, mio padre ha combattuto per la cristianità, non ho niente da spartire con i musulmani, quella è brutta gente. Spesso sono arabi, addirittura negri. Terroristi. Io vengo dalla Croazia. Dio mi ha dato le efelidi e gli occhi chiari, sono un bianco di una stirpe guerriera e tu non puoi permetterti. Vaffanculo, ho pensato. Vaffanculo per sempre. Tu eroe di ’sto cazzo, la tua palla ovale, il rugby che è alla fine uno sport da checche inespresse come dice mia sorella. Francese di merda. Rugbista di merda.

È per questo che sono qui, dall’altra parte dello stadio, con un biglietto a nome John Smith, il mio nome di stasera. Perché voglio che me la paghi, lui, il mio eroe da ragazzo, il mio paese, tutti i francesi del mondo: Fuck off! Che si fottano. Gliel’abbiamo messo in culo con l’Irlanda e con la Scozia. Solo quei macaroni degli italiani mi hanno deluso. Ma stasera no, stasera è la grande occasione di vedere il mio eroe masticare il fango dello stadio.

Viva l’Inghilterra! Che li facciano neri e ne seppelliscano per sempre la memoria. Il 6 Nazioni è la mia rivincita.

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