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Il commercio fatto semplice Supponiamo che io voglia vendere una mozzarella a scopo di lucro. Compro la mozzarella dal produttore, e mi costa 100 lire. Devo andarla a prendere (trasporto), devo trovare qualcuno che la compri (costi commerciali), devo poi imballarla (imballo + manod'opera), devo spedirla al cliente (trasporto): devo cioè sostenere dei costi, supponiamo altre 50 lire per ogni mozzarella che vendo. A questo punto, se io la vendessi a 150 lire mi sarei ripagato il costo della mozzarella che ho comprato + i costi necessari a riceverla e a spedirla, cioè i costi VARIABILI. Non avrei però di che pagare l'affitto della mia sede, né il computer che mi serve, né lo stipendio dell'impiegato della contabilità, né quello di nessun altro che non sia la persona addetta all'imballo (mano d'opera variabile già considerata sopra): sono i costi FISSI. E a maggior ragione non avrei neanche un guadagno, un utile, un profitto. Per questo devo vendere non a 150 ma a di più. Va a finire che - stando all'esperienza di secoli - per riuscire a pagare non solo i costi VARIABILI, ma anche quelli FISSI, e per avere prima o poi anche un po' di utile, devo vendere la mozzarella a 200 lire. Supponiamo ora che io riesca a fare a meno dell'utile: magari potrei vendere a 180 anziché a 200, e chi compra la mozzarella sarebbe più felice, visto che risparmierebbe il 10%. Ma perché dovrei farlo? Perché dovrei mettere in piedi tutto questo lavoro se non ne ricavassi neanche un utile? Giusto. Però... Supponiamo che la mozzarella me la ricompri io: a questo punto va bene, ha senso, mi faccio lo sconto del 10%, mi pago la mozzarella 180 lire anziché 200 lire, perché così è come se mi intascassi subito l'utile che ricaverei dalla sua vendita. Sì, lo so, può sembrare strano, ma seguitemi ancora un po'. Diciamo che se "il padrone", l'"azionista" dell'attività commerciale *coincide* col cliente dell'attività stessa, è inutile far pagare al cliente anche l'utile, perché questi poi dovrebbe riprendersi l'utile stesso in quanto azionista. Bene. Ma non si può fare qualcosa di più? Non si può riuscire a pagare la mozzarella non 200, non 180, ma 150 lire, e cioè il costo strettamente necessario per produrla, imballarla e trasportarla? Per riuscire in questo qualcuno dovrebbe pagare i costi fissi. Come si fa? Chi li paga? Supponiamo che la nostra attività commerciale di vendita delle mozzarelle preveda che ogni mozzarella può essere comprata a 150 lire (50 lire in meno, 25% in meno rispetto al prezzo di mercato) ma SOLO da chi sottoscrive una quota annuale di un certo importo, tale per cui il totale delle "iscrizioni" annuali serva a pagare i costi FISSI. In questo modo gli "aderenti", i "soci" potrebbero comprare 1, 100, 1000, 10000, 100000, 1000000 di mozzarelle (o di altri prodotti) durante l'anno, risparmiando il 25% (1 mozzarella ogni 4 comprate) rispetto al prezzo di mercato. Questo è ciò che potrebbe accadere abbattendo non solo metaforicamente la "distinzione" tra azionista e cliente, ma facendoli coincidere. Che ne pensate? |