Ueit Uoccers, in lotta contro la Gravità
Antonio Tombolini e il suo Personal Trainer, Stefano Lolli, in lotta contro la Gravità.
 

lunedì 19 maggio 2003

Ciccino! (Lesson Number 1) - Antò, hai fatto bene a lasciar perdere Pasquale e Victoria, perché oltre a offendermi mortalmente, t'avrei chiamato Ciccino per tutto il resto della vita. E invece così resti il mio caro TomBolino, la mia cavia prediletta, l'esserino su cui sperimenterò le più dolci sevizie che si possano immaginare.

Anche se ho iniziato male, anzi malissimo. Ho fatto leggere a mia moglie l'inizio di Ueit Uoccers e mi sono preso, praticamente al volo, la patente dello stronzo. Ma chi vuoi Trainare, tu, che da due anni dovresti dirmi che cosa devo fare per perdere un po' di peso e non mi aiuti mai, e adesso ti metti a filosofeggiare di diete con Antonio?

Insomma, se un Trainer non Traina, come insinua Annalisa, è meglio dare un taglio subito. Ad una salsiccia di cinghiale. Niente di Personal, insomma, ma sarei uno str... Appunto. Ma Ueit Uoccers non è una rubrica di beghe di famiglia: soprattutto perché è ignoto il dispendio calorico delle discussioni coniugali. Soprattutto quando l'appartamento, come il nostro, è disposto tutto su un piano.

Per chi, invece, come Antò e Patrizia, hanno una casa con una magnifica rampa di scale, e arroccata persino sulla salita che porta al Santuario di Loreto, qualche discussione sarebbe consigliabile: diciamo 20 minuti al giorno di recriminazione su chi debba lavare i piatti, altri 20 se il figlio Stefano debba diventare un architetto o un cantante rap, altri 20 se guardare La Macchina del Tempo con Cecchi Paone o Excalibur (ma solo se c'è Berlusconi). Ogni altro argomento di confronto, non rientra fra quelli ammessi dalla dieta. Perciò, o così o conviene dedicarsi ad altro.

Comunque il punto è l'Anamnesi di Antonio. L'ho trovata corretta, onesta. Soprattutto laddove non cita la parola che è lo spauracchio di qualsiasi P.T.: pigro. Quando uno ti si presenta così, che fai? La tentazione sarebbe quella di sparargli fra le gambe, come si faceva nel Far West per far ballare lo straniero dagli occhi di ghiaccio e il vecchietto novantenne con la voce di carta vetrata. Ma Antò non è pigro, anzi si dice pronto a spaccar montagne e sollevare macigni.

Confesso, io lo sapevo: è un ragazzo energetico. Dalle enormi potenzialità. Anche gli obiettivi prefissati, sono intelligenti. Ci fissiamo un traguardo abbordabile, non ci lanciamo nella sfida all'impossibile. Facciamo quello che è ragionevole, la pazzia arriverà un poco alla volta, com'è successo con me. Dunque la prima lezione è quella di fare le stesse cose che fai. Quasi quasi, di mangiare le stesse cose che mangi ora: evitando, come ho fatto io nella prima fase, soltanto quello che la tua coscienza - e non un dietologo o un PT! - ti dirà essere superfluo. Insomma, mangia quando hai fame, se hai fame e per quanto hai fame.

Non barare, ma non essere neppure troppo drastico. Il primo obiettivo è quello di eliminare quello che non serve realmente. Scoprirai, così, che fa più ingrassare la patatina presa al volo passando mentre si è al telefono, della mezza oca arrosto con le cipolle glassate nel Barolo. Magari estremizzo, ma hai capito il concetto.

Nella prima lezione c'è anche il lavoro sul tempo. Guarda la tua giornata. Non stravolgerla, non servirà a nessuno vederti alzare all'alba con gli occhi cisposi o andare a letto con le galline (magari per mangiartene una...): ma scruta le ore, i minuti, e pensa dove riuscirai a infilare un po' di esercizio fisico, magari anche semplicemente una camminata. Non dovrai sostituire il tempo che regalerai a te stesso, a quello che è comunque dovuto agli altri: cerca piuttosto di vedere se riesci ad accorpare appuntamenti, abbinare momenti apparentemente distanti, spostare attività da un'ora o da un giorno all'altro, in modo da ricavare quello che ci, anzi ti servirà.

Io ad esempio, siccome amo mangiare la sera, utilizzo la pausa pranzo. Siccome non pranzo, ho la pausa e la uso per correre. O per leggere, o per passeggiare, andare in libreria. Tutte attività, come si nota, salutari. La fame? La placo con qualcosa che dovrà essere, oltre che leggero e rapido, oggettivamente buono.

Perché la parte più rigorosa della prima lezione, è l'eliminazione del cibo cattivo. Non quello in cui avventure gastronomiche più o meno disperate ci fanno incappare, ma quello che ci cerchiamo con le nostre stesse mani. Il tramezzino dall'aspetto inquietante, l'insalata di plastica, il carpaccio in evidente rigor mortis, il trancio di torta con la panna sintetica. Le cose che, già a guardarle, non hanno odore né sapore. Basterà sostituirle con una quantità quasi analoga (diciamo dai 20 ai 50 grammi in meno per porzione) di cose squisite, ed avremo sulle papille un gusto più persistente, e meno calorie da assimilare. E sulla coscienza.

La bilancia parlante, Antò, esiste. Come ho scritto in una risposta, è quella usata per la cosiddetta impedenzometria. In pratica funziona con una scarica elettrica, fortunatamente a basso voltaggio altrimenti io sarei già stato grigliato da molto tempo. Il concetto è che il grasso è un cattivo conduttore, quindi quando la bilancia ti scarica i suoi volt, più grasso hai addosso, più volt le rimbalzano addosso: sono sicuro che nella tua palestra ce l'hanno e ti basterà chiedere all'istruttore di fare il test per vederlo felice.

La prima volta, la prova è un po' umiliante: devi salire sulla bilancia parlante in slip e senza calzini, dopo che lui ti avrà sparso i piedi di alcol per eliminare le tracce residue della sudorazione. A quel punto lo strumento ti dirà che il tuo corpicino è composto per il 24% di grasso: ed il sadico istruttore lascerà scivolare che un atleta olimpionico ha tra il 7 e il 10% di grasso. Io me la sono comprata per evitare la vergogna della prova nello stanzino, lo sguardo dell'istruttore, e l'aneddoto del fondista etiope che ha tra il 7 e il 10% di ciccia attaccata alle ossa. Così, ogni mattina e sera, io e Rowi (sta per Rowenta, la marca...) ci parliamo, lei mi titilla i piedi con la scarica elettrica e io schivo l'elettrochoc a 10 volt, poi quando mi dice che sono attorno al 5% faccio il gesto dell'ombrello al fondista etiope, ma senza rischiare di passare per maleducato.


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