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La Namnesi e la Nèmesi - Prima di manipolare Antò, mi sembra di dovere qualche risposta cumulativa e di gruppo. Ai dubbiosi ed agli scettici, ai curiosi e ai diffidenti. A chi spera, a chi dispera, a chi ora et labora, a chi mai e poi mai.
Per Roberta, ecco la mia (nuova) scheda bio-bibliografica. Nuova rispetto ai tempi nemmeno troppo lontani del Retrobottega e delle Cronache: mi chiamo Stefano, fra un mese scivolo sulla 44ma candelina, e nella vita faccio il giornalista professionista.
Professione che assieme a un amore sconsiderato per il cibo, ed a dosi da cavallo di Aulin, tre anni fa mi ha spinto non proprio lietamente al Pronto Soccorso. Qui, complice un emulo di Lele il Medico in Famiglia e la mia ansia congenita, quella che mezz'ora dopo si sarebbe rivelata un'ulcera perforata, aveva l'odore e il colore di un infarto. E più Lele mi diceva di stare calmo che non gli veniva bene l'elettrocardiogramma, più io m'agitavo a pensare che stavo per lasciare la valle di lacrime. Senza riuscire nemmeno a piangere.
Mi hanno ricoverato su un lettino adatto ai miei 86 chili, in un reparto finalmente adatto alla mia patologia tutt'altro che letale. Purtroppo, nella notte, nella stanza vicina è morto davvero qualcuno. Ed io ho deciso che siccome nella vita ci succedono già abbastanza cose spiacevoli da sole, non avrei agevolato il disastro. La paura è stata la prima grande dieta. Uscito il martedì sera dall'ospedale con l'obbligo di mangiare solo in bianco, e banane, e latte per due mesi, il sabato ero dal dietologo.
Lui sì, m'ha fatto un'Anamnesi con la A maiuscola. Decidendo che avrei potuto mangiare più di quello che immaginavo. Poi m'ha chiesto a quali cose non avrei mai potuto rinunciare: ma di essere serio, di non barare, di non dire a nulla come fanno i bricconi. Ho risposto senza indugi: il gelato! Ok, lo potrai mangiare m'ha detto, e senza nemmeno farmi la pippa dei gusti di frutta! Poi: alla pizza non vorrei rinunciare. E lui: una volta la settimana, ma mi raccomando che sia buona... C'era il pane, il vino, la frutta, la verdura, la carne, il pesce, le uova, ed in ogni casellina c'erano dosi generose, così che spesso è stato facile mangiare meno di quanto consigliato dal dietologo e sentirsi gratificato.
Sono sparite le cose più assurde: i fuoripasto, gli snack di mezzanotte, gli aperitivi di lavoro (uno dei più cronici alibi per strafogarsi), la frittura stile McDonald's - e poi, lo confesso, anche la frittura tout court - e, per una questione mia di gusto, il burro. Da 86 sono passato a 76 senza minimamente soffrire: diciamo da metà aprile a luglio.
Poi, la palestra. Da luglio a marzo, senza dire ancora cosa e come perché altrimenti Ueit Uoccers sarebbe già finito. Ed eravamo a 71. A quel punto, complice la primavera e le Mura di Ferrara, il P. T. (Pigro Testadi...) ha iniziato a correre. Dicendosi: Tanto lo so che mi annoio.... Ed invece sarà stato il vento, sarà stato il sole o che altro, la corsa è diventata la Nemesi. Il 1° maggio 2001 la prima Corsa della Gallina: 13 km, 1 ora e 27' praticamente un paralitico. Il 1° maggio 2002 la seconda Corsa della Gallina documentata anche per Antò: 1 ora e 14'. Il 1° maggio 2003 la Gallina non c'era più, la Corsa invece sì: 1 ora e 4'.
Insomma continuando così nel 2008 le Olimpiadi non mi sfuggono. Ma in premio voglio un tacchino ripieno di castagne. Devo dire il mio peso, adesso? Diciamo che faccio un giro di parole, come il titolare della palestra dov'è andato Antò... Ma se qualcuno l'indovina, gli mando una foto con dedica. Da principio indossavo il 54 sbirciando già il 56, adesso...
Dimenticavo. In mezzo a tutto questo edonismo continuo a lavorare come un pazzo. Ed ho iniziato anche a scrivere un romanzo giallo il cui protagonista si chiama Diego Antonio come due amici cui voglio un bene dell'anima (indovinate chi è il secondo!), e di cognome fa Isman come un altro amico, una persona speciale cui ho chiesto il permesso di "rubare" uno spicchio di anima.
1:14:55 PM
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