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La bilancia parlante: parla il PT - Mi capita di frequente, e penso di non essere il solo, d’incantarmi letteralmente ad ascoltare le conversazioni della gente. Qualche volta rischio di essere scoperto, e come minimo di prendermi una robusta dose d’insulti. Ma è più forte di me. Ascolto e, dentro di me, registro. Stipo la memoria con una collezione di frasi strampalate, spesso più significative dei motti latini, sempre più interessanti delle sentenze dei politici o degli intellettuali.
Qualche anno fa, diciamo nella mia vita precedente, quella rotonda, mi ero fissato a guardare due tipi palestrati al bancone del bar. Muscoli, tanti. Cervello, non azzardo. Magari erano geni. Ma la grammatica, e soprattutto l’inglese, quelli scricchiolavano. Perché quando una ragazza, colpita dai loro fisici, ha chiesto a uno dei due cosa facesse per essere tanto in forma, lui, l’Apollo dai pettorali sagomati, ha risposto senza indugi: Bodi Bùling. Sì, esattamente Body Bowling, all'italiana. O meglio, alla ferrarese.
Non passa giorno che non me lo veda sulla pista a sollevare palle e birilli, cercando di stare in equilibrio sul parquet lucido. Ma la stranezza non conta. Conta il risultato. E nell’accettare la Missione (Im)Possibile di trasformare Antonio in uno Strip Man, nel lanciare la sfida di sagomare i suoi addominali con la forza del pensiero, ho capito che occorreranno mille stranezze, oltre a mille saggezze.
E’ stato lo stesso con me (stesso e medesimo): la logica è bella, la razionalità della salute e del benessere è una sorta di scienza esatta, ma spesso serve qualcosa in più. Qualche trucco, un po’ di malizia, tanta ignoranza. Se vogliamo riuscire, dobbiamo imparare a fregarci un po’. A ridere di noi stessi mentre, pian piano, facciamo le cose serie.
Perciò, quando mi è arrivato il tuo messaggio accorato, Antò, non ho pensato a tabelle né a macchine; non ho (per il momento) preparato schemi né grafici. Ho pensato a me stesso al bancone di un bar, ho immaginato una ragazza che mi chiedesse cosa abbia fatto, per ridurmi come sono ridotto. Ho risposto senza indugi: Ueit Uoccers. E mi scappa da ridere al pensiero di salire sulla bilancia con qualcuno che m’applaude e qualcun altro che mi guarda con il cipiglio torvo. Giuro, Antò, che tra noi questo non capiterà mai, comunque vada.
Però, la prima volta che verrò a Loreto - e capiterà presto - metterò in valigia la mia bilancia parlante, quella che quando sali prima ti pesa tutto, poi divide il magro dal grasso, l’alto dal basso, l’uomo dalla donna, il tonto dall’intelligente, fa tutti i suoi ragionamenti e alla fine ti dice se quello che hai mangiato lo ha mangiato la parte magra o quella grassa che è in te, se i liquidi che hai buttato giù se ne andranno semplicemente con la pipì o se dovrai sudare per espellerli. Io non ti dirò nulla. Farà tutto lei, Ueit Uoccers.
Iniziamo così, e vediamo come viene. Però, prima della prima lezione, dobbiamo fare una specie di anamnesi. A questa parola, che fin da piccolo mi ricorda i faraoni egiziani (Anamnesi IV…), abbìno un altro aneddoto. Un amico medico era alle prime guardie in un ospedale nei pressi di Ferrara. Arriva una donna anziana, l’amico la riceve in ambulatorio e le dice Signora dobbiamo fare l’anamnesi. Lei lo guarda cattiva, come fosse capitata in mano a un maniaco sessuale. Lui la tranquillizza, ma no cosa ha capito, signora vorrà scherzare. Intendevo dire che mi deve dire di che cosa soffre. La donna tira un sospiro di sollievo, poi ci pensa un attimo e fa: Dottore, io soffro di vagina pectoris.
Lui la guarda, sta per esplodere, poi qualcosa prevale: chiama gli infermieri, i primari, i paramedici, le ostetriche, persino qualche paziente. In pochi minuti sono tutti schierati come nella Tribuna Montemario. Zitti. Pronti. Il mio amico guarda la donna e le dice Signora, per favore, può ripetermi di cosa soffre? Ma certo, dottore, fa l’anziana rasserenata perché lui non le ha neppure messo le mani sotto la camicetta: Mi sento una cosa qui, faccio fatica a respirare. Gliel’ho detto, dottore. Vagina pectoris.
E allora, Antò, avanti con l’anamnesi. Dimmi dove sei, e dove vuoi andare. I passi li faremo assieme. Forse sarà un po’ faticoso. Ma vedrai che divertimento. E se poi, in questo mondo di furbi, qualcuno ci vorrà tener compagnia, avanti che c’è posto. Ueit Uoccers a tutti.
10:25:06 AM
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