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Contro i saputelli maleducati e net-perbenisti - Un paio di giorni fa, sabato, mi è capitato di fare una bloggata su AOL Time Warner. Commentando quella mia bloggata, il mio Critico personale (beh, non è da tutti, ma io ce l'ho!) mi aveva prontamente bacchettato (sì, mi sono sentito davvero uno scolaretto): E no, Antonio, tu non hai capito niente e stai facendo una forzatura: non è AOL che va a picco, semmai sono le azioni di AOL che stanno andando a picco, e questo fa una bella differenza! Urka!, mi sono detto, che ignorante che sono! E certo, una cosa è l'andamento azionario, altra cosa è il business effettivo dell'azienda, è così facile, lo sanno tutti.
Ma non basta, c'era un'altra bacchettata in serbo per me: Caro Antonio, tu fai confusione! A volte parli delle società di telecomunicazioni, a volte dei content provider, a volte degli ISP". E già, Antonio, che fai? Ci vuole chiarezza! Parli dell'Industria dei Media, e poi parli di tlc, carrier, isp, content provider...
Ero già pronto a inginocchiarmi sui ceci sperando nella clemenza del mio Critico, quando questi mi colpisce con la bacchettata finale: Il fatto di avere Google e/o Internet autorizza qualunque persona a parlare di cose che non conosce?, premurandosi di farmi capire esplicitamente nel commento successivo che io non solo parlo, munito di Google e/o Internet, senza autorizzazione di cose che non conosco, ma che, in ogni caso, sto dicendo balle.
Per fortuna che al commento successivo arriva il mio amico Nemo, che mi recupera sull'angolo del ring e prova a farmi rinvenire coi sali, e visto che non ce la faccio, va a parlare lui col mio Critico. Questi mostra finalmente con Nemo, che è una persona civile e non un troglodita come me, la sua generosità, ed elargisce a Nemo, per la maggior sapienza di tutti noi, la sua sentenza sui fatti: E' da vedere cosa succederà ai contenuti, dato che il modello streaming non funziona. Probabilmente, data anche la sovracapacità di banda attuale, ci si orienterà verso soluzioni store and replay che, per rimanere in casa nostra, coincidono con il modello di business di fastweb (oltre che per il voice over IP).
Chiaro no, idiota che non sono altro! Perché non ci ho pensato prima, come ho fatto a non accorgermene? E dire che a scuola andavo benino... che vergogna! Ho passato il fine settimana rinchiuso in casa autoinfliggendomi un paio di gigantesche orecchie d'asino. Aggiungete al tutto, per sovrammercato, che il sullodato Critico ha il simpatico vezzo di usare il seguente indirizzo email: godATmclin.it: un fine settimana terribile.
Poi mi sono risvegliato oggi, lunedi, e, (impunito come sono) armato del mio solito Google e/o Internet, mi è capitato di leggere questa notizia [NYT]. Thomas Middelhoff, numero 1 di Bertelsmann se ne va. Lui voleva far quotare il gruppo, gli azionisti di controllo, la famiglia Mohn, no: questa la ragione del divorzio.
Dopo un primo sano e spontaneo e chi se ne frega?, leggo meglio e trovo questo passo: Mr. Middelhoff's departure coincides with a particularly dramatic decline in the share price of AOL Time Warner, a company he has often said he sought to emulate. Mr. Middelhoff has acknowledged that he owed his ascension at Bertelsmann in part to an early meeting with Steve Case, then the chief executive of America Online.
E allora ho ripensato alle bacchettate che ho preso dal mio Critico. E ho scoperto che lo Stronzo è lui, e mi accingo a spiegare il perché, riprendendo i singoli capi di imputazione:
1. Secondo god, avrei fatto l'imperdonabile errore di far coincidere il - sia pur drammatico - crollo delle azioni AOL con un impossibile crollo di AOL stessa, del suo business. Bene, sai cosa c'è, caro god? C'è che la tua analisi da capoclasse saputello è vecchia e irrancidita. Queste tue scolastiche osservazioni vanno bene sì e no per farti dare ventotto all'esamino dell'università dal docente quarantacinquenne rincitrullito che per usare l'email gli ci vuole la segretaria. Quando l'andamento delle quotazioni *è* e *coincide in tutto e per tutto* con il business dell'azienda (è questo quello che è accaduto con la niueconomi, e adesso sta accadendo con la economicapitalisticatoutcourt), quando vanno a picco le tue azioni, va a picco anche il tuo business. E questo è vero per AOL, come è vero per Tiscali, come è vero per qualsiasi altra società del genere. Vale per l'intero settore o industria, come direbbero gli Americani, dei Media. Riporto un altro piccolo brano della notizia di oggi: Mr. Middelhoff, 49, is the latest in a string of fallen media moguls, including Jean-Marie Messier of Vivendi Universal and Robert W. Pittman of AOL Time Warner. The upheaval underscores how investors on both sides of the Atlantic have soured on the vision of uniting old-line media companies with the Internet. (..) Two weeks ago, Deutsche Telekom ousted its chief executive, Ron Sommer, largely because his costly acquisition of an American cellular telephone company had devastated his company's shares.
2. Secondo god, ho fatto confusione parlando tutt'insieme di carrier, content provider, telecomunicazioni, isp e chipiùnehapiùnemetta. Bene, sai cosa c'è, caro god? C'è che anche in questo caso la realtà non corrisponde affatto al tuo puerile bisogno di idee chiare e distinte. C'è che a fare confusione non sono io, ma è AOL, fusa con Time Warner per fare cosa? Tutto e niente. Bertelsmann, lanciatasi su Napster per fare cosa? Tutto e niente. A casa nostra: Tiscali, che compra a destra e a manca per fare cosa? Tutto e niente. Devo continuare? Vivendi, le varie Telecom di tutti i paesi e colori, i vari Portali di tutte le razze. Chi fa confusione? E' la realtà dell'Industria dei Media, stupid, che è confusa, perché i parametri con cui era abituata a ragionare non funzionano più, e non riescono a colonizzare Internet secondo i loro schemi. Che mestiere fanno queste società? Chiedilo a loro, non ti sapranno rispondere. In realtà, e torno al punto 1., il loro solo mestiere è diventato quello di pompare le quotazioni di borsa. Quando non ce la fanno più, cominciano a pomparle di nascosto, in maniera illecita. Quando non ce la fanno più neanche così, scoppiano. Ah, riguardo alla tua affermazione secondo cui AOL (...) è una società estremamente solida, stai tranquillo che non la vedrai fallire nè nel breve nè nel lungo periodo, i miei amici di AOL mi incaricano di riferirti che, appena gli ho detto di questo tuo bel teorema scientificamente motivato e dimostrato sulle magnifiche sorti e progressive di tutto ciò che grosso, si sono toccati le palle, pensando a Worldcom e a qualche altra piccola aziendina solida quanto loro.
3. Secondo god, ho parlato di cose a me ignote senza autorizzazione facendo uso esclusivamente di armi improprie, nella specie Google e/o Internet. Bene, sai cosa c'è, caro god? C'è che ti sorprenderò. No, lo confesso, non ero munito solo di Google e/o Internet. Ho barato. Ho fatto uso anche di un'arma di cui tu mi pare ignori persino l'esistenza, un'arma letale, che consente anche a un pirla come me la libertà di ragionare e di dire quel che pensa. Si chiama Cervello.
4. Secondo god, io non gliene dovrei volere se lui mi prende bonariamente in giro, perché (aridaje) non basta Google a farci diventare esperti di tutto e non si può generalizzare in maniera banale sui consulenti. Che simpaticone! Mentre cerca di ammansirmi, non manca di segnalare la mia ennesima banalità: sono quasi commosso dallo stile con cui riesce a prendermi bonariamente in giro. Bene, sai cosa c'è, caro god? C'è che oltre che stronzo sei anche un pusillanime. Uno che ti dice che spari gratuitamente balle parlando di cose che non conosci e che faresti meglio a lasciare a qualcun altro, e che ti dice tutte queste cose col tono che tu hai usato con me, non sta prendendo bonariamente in giro. Sta invece cercando la rissa. E allora abbia almeno il coraggio di affrontarla. E invece no, tu, magari dopo esserti riletto e aver scoperto che (per un bug di radiouserland non ancora risolto) quel che scrivi in un commento qui non c'è modo di cancellarlo, cerchi riparo dietro il net-perbenismo che in rete comincia a dilagare, quello di chi ti manda affanc_lo e per non affrontarne le conseguenze ci mette accanto il sorrisino, che non si sa mai. Con me non va. Io non sono uno perbene, né in rete né fuori. Io sono uno che rispetta. E che vuole essere rispettato. E il mio primo modo di rispettare il prossimo è quello di prendere sul serio quello che dice, e di onorarlo, se la pensa diversamente da me, col dono della discussione e del confronto veri, diretti, duri, chiari: ma rispettosi. Io prendo atto che tu ti sei divertito a mancarmi di rispetto, cosa che non tollero. Per questo ho voluto ripagarti con questa moneta. E per questo ti comunico che, contrariamente a quanto da te auspicato, me la sono presa eccome. E che pertanto, come ho già avuto modo di comunicarti nel tuo tutt'altro che piacevole blog, ti sarò grato se vorrai gentilmente tenerti alla larga da me. Grazie.
5:38:08 PM
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