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sabato 26 ottobre 2002 |
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Poi non ditemi che non l'avevo detto... - Avete presente Tucker, il dispositivo che ti cambia la vita? Oggi ne ridiamo tutti (almeno tutti quelli che non sono costretti a piangerne). Tra un po' di tempo (quanto? Questo non saprei dirlo) saranno in molti a piangere (e altri a ridere) di Casino' On Net, l'onnipresente pubblicità, anche perché è l'unica, presumo, che continui a pagare qualcosa in cambio di banner popup e altre amenità. Una volta ospitare una pubblicità così veniva considerato disdicevole. Adesso Casino' On Net è rispettato inserzionista di tutte le major dell'informazione online, italiane e non. A un certo punto la bolla Casino' On Net esploderà: ricordiamocene, perché la nostra risata possa sommergere, almeno un po', chi oggi contribuisce a dare credibilità a una bufala del genere, mentre dalle sue seriosissime colonne si incazza con la povera Vanna Marchi e coi maghi nostrani all'amatriciana.
Google It! 7:19:46 PM
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venerdì 11 ottobre 2002 |
Cercavate il futuro di Napster? - E' ad Osimo, a due passi da casa mia. Si chiama Anomolo.com. E' tra le 5 cose più emozionanti che mi sia capitato di trovare in rete da quando navigo online. Ed è solo l'inizio. Pensate la stessa cosa tradotta in inglese (e in altre lingue), come stanno per fare. E pensate la stessa cosa non solo per la musica, ma per qualsiasi altra forma di espressione artistica. Non potete non esserne emozionati anche voi.
Google It! 1:58:28 AM
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mercoledì 9 ottobre 2002 |
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Soru non c'aveva capito niente, io invece sì - Renato Soru, patron di Tiscali, 13 novembre 2000:
Io non credo che salami, bottiglie di vino e scarpe abbiano un grande futuro sulla rete. Penso, assai più semplicemente, che sulla Rete avrà successo quello che è coerente con la rete stessa, e cioè tutto ciò che può essere digitalizzato. Musica, film, prenotazioni, finanza. Insomma, tutto ciò che non richiede l'uso di scatoloni e di carriole.
Amazon vende soprattutto libri, e ci vogliono scatole e scatoloni. Ebay fa vendere oggetti di tutti i tipi, carriolate di oggetti di tutti i tipi. Per il buon Soru, invece, il successo in rete avrebbe riguardato Musica, Film, Prenotazioni, Finanza: ne ha azzeccata una? No, neanche una.
Il 27 novembre, sempre del 2000, gli rispondevo così:
Sono convinto invece che il futuro della rete sia l'intermediazione di cose che si toccano, di cose concrete. Anche perché, e Soru lo sa bene, pian piano tutto ciò che non è merce in Internet diventerà gratis.
Vogliamo dire che Soru non c'aveva capito niente e io invece sì? Ma sì, diciamolo.
Google It! 10:51:48 PM
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Google al bivio - Google è a un bivio cruciale per il suo futuro. L'anno scorso ha fatturato circa 70 milioni di dollari, ed era già in utile. Quest'anno si dice che fatturerà il doppio. Nel corso di quest'anno Google si è fatto tentare dalla chimera della pubblicità online, ma pare abbiano capito finalmente anche loro che la pubblicità è morta, e che non ce n'è più per nessuno, specialmente in rete.
Adesso i rumors parlano di una conversione a U: i maggiori ricavi non verranno dalla pubblicità, ma dal far pagare agli utenti i servizi di ricerca, magari inizialmente solo i più avanzati. Naturalmente non funzionerà neanche questo.
La soluzione? Continuare in un trend di crescita naturale, ponendo al centro dei ricavi quelli ottenuti attraverso servizi alle imprese, com'è stato fino ad oggi. Se invece prenderà il sopravvento la ricerca di rapidi e vertiginosi incrementi di fatturato, illudendosi a fase alterne che questi possano venire dalla pubblicità o dalla vendita di contenuti, sarà la fine di Google. Lo vedremo nei prossimi quattro-cinque mesi. [Daypop Top 40]
Google It! 1:24:51 PM
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giovedì 19 settembre 2002 |
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Microsoft Goes Wireless - Per quanto mi riguarda, la ritengo una buona notizia. Vuol dire che probabilmente lo Wi-Fi sarà uno standard, e io odio troppo i cavi. A meno che, a contrastare i disegni dello zio Bill, non ci si metta il nostro eroe, il Ministro delle Comunicazioni Sua Eccellenza Gasparri... [Gizmodo]
11:41:55 PM
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La Pubblicità è morta. Per esempio, McDonald's... - Che cosa determina il successo di McDonald's? Se lo chiedete a loro, la risposta sarà (indovinate?) la Qualità. Non scherziamo. E' ovvio che il successo di McD è determinato dalla Pubblicità, e con essa da tutto il resto dell'armamentario del Marketing messo in campo. La riprova? Le patatine fritte di McD: fanno schifo. Se c'è un alimento cattivo a questo mondo, sono le patatine di McD. E non sparo a vanvera. Chi mi conosce sa che vado una o anche due volte all'anno a mangiare da McD a scopo, diciamo così, ispettivo (sì, ok, non manca forse un pizzico di masochismo): le patatine stanno peggiorando progressivamente, sono praticamente immangiabili: un involucro di materiale paraplastico sotto il quale, appesi al vuoto, sostano alcuni globuli di olio raffreddato.
Quindi le patatine di McD fanno schifo, ma hanno successo: a rendere gradite (non buone) e di successo le patatine di McD è senza dubbio la Pubblicità, e tutto il suo bel Marketing.
Le cose stanno cambiando. La Pubblicita' e' morta, e tutto il resto del Marketing ne seguirà presto le sorti. I sintomi sono ovunque, persino (proprio) in McDonald's: i ragazzi cominciano a lasciare nei vassoi la tasca delle patatine a metà. I compleanni da McD sono sempre più tristi e i ragazzi cominciano a prendere per il culo quelli che ci vanno.
Risultato: McD la settimana scorsa ha presentato un primo semestre 2002 abbondantemente al di sotto delle previsioni, e ha rivisto al ribasso le previsioni per la seconda parte dell'anno, soprattutto a causa di un calo imprevisto delle vendite in Europa e USA (con chiusura di ristoranti, già, li chiamano così, e blocco delle nuove aperture). Ovvero: nei paesi piu' avanzati McD è già sulla via del declino. Per questo punta a colonizzare il più possibile il resto del mondo, e va forte in Cina, Russia, India, ecc.
[In questo assomiglia un po' alla Fiat: è un'auto sfigata, che nei paesi poveri si compra proprio perché è la più sfigata, ma appena diventano un po' più ricchi se ne sbarazzano a favore di altre (il crollo del muro è stato un dramma per la Fiat, piuttosto si son tenuti la Trabant, ma la Fiat l'hanno cambiata subito!)]
Torniamo a McDonald's. Il giorno in cui ha presentato quei bilanci, le azioni di McD sono crollate del 10,37%, scendendo ai livelli di 7 anni fa (l'andamento nel grafico qui riprodotto mostra il trend degli ultimi due anni, tanto per evitare che qualcuno venga a parlare dell'11 settembre). Perché?
Semplice, perché la Pubblicità (unico motore del successo di McD, come abbiamo visto) è morta, non funziona più. Vi sembra una notizia da poco? Un'inversione di tendenza come questa non è degna dei nostri saccenti quotidiani specializzati e non? Come mai non abbiamo visto mobilitarsi i sociologi dalla penna facile, sempre pronti a sociologizzare a comando?
Eh no! Queste cose non vengono divulgate dai media, al massimo un trafiletto. McD è un potente inserzionista, e in questi tempi di calo della pubblicità (perché la raccolta pubblicitaria è in forte calo, non vi raccontano neanche questo), sarebbe stupido inimicarsene uno così, giusto? Perciò, se vi capita di leggere uno (tipo me) che su Internet (e la cosa è già di per sé sospetta) in un blog (e dunque sicuramente inaffidabile) le spara grosse, tipo la Pubblicità è morta, vuol dire che è un originale, un filosofo, un cretino, un disadattato, un idealista, uno che gli piace dire frasi ad effetto, uno che si inventa le cose, che non ha mai nulla di concreto a sostegno delle cose che dice. Rideteci sopra, a quello che le spara così grosse. E magari date una telefonatina a quelli di McD, e chiedetegli se è così divertente anche per loro.
Google It! 12:10:17 PM
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sabato 14 settembre 2002 |
Censura, il vero nome dell'AntiSpam - Ecco un esempio di cosa accade ad applaudire entusiasti a tutti i fanatici guerrieri dell'Antispam. Sono uno dei sottoscrittori della newsletter di David Weinberger, JOHO (Journal of the Hyperlinked Organization). Ne sono un avido lettore. Nell'invio del 12 settembre, che tutti possono leggere qui, David riporta una interessante interpretazione della volontà di Bush (ormai negli States ribattezzato semplicemente W) di attaccare Saddam e l'Iraq in chiave psicoanalitica, con termini (ovviamente) riferiti anche alla sfera sessuale. David non è stato censurato dalla Casa Bianca, no.
La sua newsletter, inviata alla lista, è stata per molti utenti automaticamente bloccata dal terribile SpamAssassin, un popolare filtro antispam usato in molti server: avendo trovato qualche parolaccia qua e là, SpamAssassin ha deciso che quel messaggio non doveva passare.
Fantastico no? Immagino che molti net-perbenisti ne saranno contenti: andando avanti così non solo i terribili Diavoli Spammatori saranno trucidati sulla pubblica piazza cibernetica, ma anche noi stessi saremo costretti a scrivere per bene, senza usare parolacce, mi raccomando. Ah, non basta: a quanto ci riferisce David Weinberger, pare che a convincere il solerte programmino che si trattava di Spam e' stato soprattutto l'uso - che David fa - dei titoli scritti in MAIUSCOLO. Perciò, ragazzi, niente parolacce e sottovoce. Che schifo.
Ma godetevi ora la gustosissima (e amara) mail che David ha inviato agli iscritti della sua lista, ieri, dopo l'accaduto:
A Very Special Message from JOHO Sept. 13, 2002 ---------------------------------- An alert reader (Thanks, Fantomaster!) has discovered that SpamAssassin -- a popular server- based spam filter -- decided that readers needed to be protected from yesterday's issue of JOHO. Apparently the all-caps title headings convinced this hidden guardian (and the Windows version called Spamnix) that the new issue was spam, and my Freudian comments on W proved that it was ornography-pay. (Sorry to use Pig Latin but if I write out the word, this message may itself be sequestered by the ever- vigilant SpamAssassin.)
Google It! 12:40:22 PM
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venerdì 6 settembre 2002 |
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E' utile saperlo - Il mio amico Tommaso svela un piccolo segreto: come si fa a fotografare la propria schermata? Io non lo sapevo, lui me l'ha detto. E mi sa che un bel po' degli amici che mi leggono non ne sa molto più di me... [Tommaso Computerzine]
1:11:20 AM
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mercoledì 4 settembre 2002 |
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Acqua calda e Pubblicità - Coraggio, l'acqua calda prima o poi la scoprono anche gli Espertoni: Study: Ad-Heavy Sites Spur Consumer Ire [internet.com: Internet Advertising Report]
La cosa divertente è che le ricerche tendono a misurare non più l'utilità e l'efficacia della pubblicità (che i pubblicitari sanno benissimo essere, quando va bene, pari a zero), ma il grado di sopportazione dell'utente, vedi, nell'articolo la ricorrenza del verbo to tolerate.
Google It! 2:59:31 PM
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Google avvisato, mezzo salvato - Google sta aprendo uffici in Francia e Germania, e sta assumendo advertising sales executives, in altre parole: venditori di pubblicità. Ne sta parlando Massimo DotComa Moruzzi nel suo blog.
Vorrei chiarire un punto: non amo Google, ci mancherebbe altro. Mi sono innamorato 25 anni fa di mia moglie. Sono innamorato dei miei figli, e di alcune altre cose: non di Google, lo confesso. Apprezzo molto Google per la qualità del suo servizio. Oggi è il miglior (l'unico vero) motore di ricerca presente in rete.
Il fatturato di Google arriva, per ora, quasi esclusivamente dalla vendita dei suoi servizi, e solo marginalmente dalla pubblicità. Come faccio a dirlo? Facile: apro la homepage di Google, e non ci trovo un filo di pubblicità; scrivo computer su Google, e mi appaiono accuratamente emarginati sulla destra, che neanche li vedo, quattro link testuali sotto l'intestazione Collegamenti sponsorizzati, che nessuno cliccherà mai; scrivo su Google benedetto croce, e non appare nessun link sponsorizzato.
Questo vuol dire che - allo stato attuale - Google non vive affatto di pubblicità, se non in misura del tutto marginale: ogni altro discorso è astratto e pretestuoso, anche se a farlo è un imbarazzato Eric Schmidt (ragazzi, per trovare questa intervista, peraltro non più disponibile nel sito originale, bastava fare una semplice ricerca in Google!), CEO di Google, che evidentemente sta già paving the way per un ingresso alla grande sul mercato pubblicitario. Di diverso avviso è The Register:
Google is a privately-run company and has been since it was started three years ago by Stanford University students Serbey and Larry Page. As such, no one has any idea how much money is going in or out. Of course, this hasn't prevented estimates - two of which are that up to $100 million has been invested in the company and that its annual revenue (from licensing its search engine to other sites) is around $50 million.
Il dato di fatto attuale, tuttavia, non esclude che i capi di Google possano aver deciso di cambiare strada, e di puntare a una crescita attraverso una più forte ed esplicita presenza sul mercato pubblicitario. Se lo faranno, peggio per loro. La (sostanziale) non-pubblicità è secondo me un fattore determinante del successo di Google, e se deciderà di cambiare rotta (vedi allegato) perderà per forza di cose il suo primato, e probabilmente assisteremo all'avvento di un altro motore di ricerca. Una storia già vista, perché è proprio la storia di Google che - in brevissimo tempo e proprio per questi motivi - soffiò il primato ad Altavista.
Curiosamente oggi, mentre stavo facendo le pulizie tra i miei Preferiti, ne ho trovato uno cui avevo assegnato questo titolo: Il vangelo di esperya. Incuriosito vado a vedere di cosa si trattasse: è un post di Doc Searls del 7 ottobre 2000 (quasi 2 anni fa!), la sua Lettera Aperta a Meg Whitmann, CEO di Ebay.com, che si diceva stesse puntando a introdurre la Pubblicità su Ebay affidandone ad AOL la vendita. Provate a leggerla, ne vale la pena: io sottoscrivo tutto, parola per parola. Non a caso era il nostro vangelo!
Non sono innamorato di Google, l'ho detto. Certo però ne sono un tifoso. Se Google deciderà di trasformarmi da tifoso in audience da vendere a qualche idiota che crede ancora nella pubblicità, mi perderà. Ma non perché io mi sentirò romanticamente tradito. Semplicemente perché oggi cliente di Google è chi usa i suoi servizi, e dunque Google presta le sue attenzioni all'utente dei suoi servizi. Se la Pubblicità dovesse diventare una voce importante del suo lavoro, il cliente di Google non sarebbe più l'utente dei suoi servizi, ma l'inserzionista pubblicitario, e ai bisogni e desideri di questo dovrà per forza adeguarsi. E io me ne andrò.
Ah, ma allora come faranno a crescere... Ma allora un corno. Il mio ritornello, che riaffermo come enunciato scientifico, e non come vaticinio profetico, lo conoscete già: la Pubblicità è morta. Scriveva il buon Doc già due anni fa:
The online successes of AOL, Yahoo and a very few others are the exception, not the rule. They also have not been proved in the long run. I believe that in time their successes will speak far more eloquently of tolerance than of demand.
Oh, io Google l'ho avvisato. Se non mi dà retta, peggio per lui, no?
Google It! 12:18:50 PM
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Gravissimo: censura all'opera! - [Punto Informatico] C'è un sito, questo, dedicato alla tangentopoli barese, che se la prende con un po' di magistrati e dice la sua, a modo suo. Qual è il problema? Il problema è che quella che avete visto al link precedente è una copia cache del sito. Provate ad andare all'indirizzo originario del sito: Brogliomontani.it. Chiuso. Chiuso dalla Polizia di Stato, senza aver ancora reso noto uno straccio di motivazione. Allucinante! Invito chiunque legga a pubblicare il link alla copia cache, per ora. Che altro fare? Fuori le idee! Naturalmente alla vicenda non manca il coté tristemente grottesco. Se provate a visualizzare il codice html della pagina della Polizia, ci troverete, in mezzo a tutta la monnezza tipica di chi scrive pagine html con MSWord, la seguente riga: <!-- saved from url=(0027)http://www.ilsesso24ore.it/ -->
Google It! 12:25:13 AM
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© Copyright 2002 Antonio Tombolini.
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