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Dal Presidio delle bufale alla bufala dei Presidi? - Siamo arrivati la sera di mercoledi 23 per allestire il nostro piccolo stand (già, PAD 2 H80 è l'indirizzo dello stand Antoniotombolini.com). Ho fatto subito un giro accuratissimo tra gli stand ancora vuoti: non ho visto novità di rilievo.
Vedo moltiplicarsi i Presidi Slow Food a ritmo vertiginoso. Qualche maligno dice che ormai vengano approvati per alzata di mano. Certo che il proliferare dei nomi più pittoreschi fa pensare alle novità del Mulino Bianco più che a prodotti veri e frutto della tradizione autentica del Bel Paese. Osservare che ogni presidio è sponsorizzato da grosse aziende (la parte del leone la fanno Berlucchi e Coop) autorizzerebbe a pensare che per Slow Food più Presidi si fanno e meglio è. Ma anche questa è la voce dei maligni, chissà.
L'area più promettente a parer mio è forse quella più dimessa: il padiglione 1, ovvero il ghetto degli stranieri. Tutta l'enfasi sui Prodotti Tipici presenta ormai chiaramente una deriva nazionalistica che non condivido. E' buono perché è Italiano, sembra ormai questo il terreno d'incontro tra verdi di sinistra e Alemanni di destra. A me sembra una cavolata, e credo sia importante reagire per tempo: viva le cose buone da tutto il mondo. Mi riprometto perciò di concentrare i miei assaggi sui pochi stand stranieri, e se troverò qualcosa di buono vi farò sapere.
Rispetto all'edizione di due anni fa si respira un'aria più austera: meno frizzi e lazzi gastronomici, meno vips, meno nani e ballerine. Vorrà dire anche più sostanza? Lo vedremo alla fine.
Intanto levo la mia protesta per il prezzo del biglietto di ingresso al Salone: 18,00 Euro!!! Chi viene in coppia deve sborsare 36 Euro, e dovrebbe venire, in teoria, per comprare e portarsi a casa un po' di prodotti (visto che gli espositori hanno anche loro pagato lo stand per questo).
Va detto che nonostante il folle prezzo del biglietto di ingresso, pare che i visitatori siano stati ieri, Giovedi 24, prima giornata del Salone, oltre 15 mila: più del doppio dei 6 mila che avevano calcato l'asfalto del Lingotto nel giorno inaugurale due anni fa. Segno che la formula continua a essere indovinata, attraente e senza concorrenti.
Nel nostro Stand stanno spopolando i nuovissimi Spaghetti di Farro Latini: non ho mai amato la pasta di farro, non si riesce a cuocere al dente, si spezza nella pentola, e se non si spezza nella pentole riesce spiacevolmente friabile tra i denti. Niente di tutto questo in questo miracolo di spaghetti. Carlo Latini ha lavorato da par suo ricercando la varietà di farro più adatta dal 1994, e ha messo a punto la sua varietà di farro, la K09: tutti i pregi del farro (ricchezza di fibre, minor tenore calorico rispetto al grano duro, sentore netto di grano fragrante), tutti i pregi di cottura del grano duro (consistenza, elasticità, capacità di assorbimento). Un gran bel lavoro, bravo Carlo.
Mentre scrivo sono le 12.00. Tra un'ora, qui al PAD 2 H80 (è già diventata la sigla più famosa del Salone, eheheh) ci sarà una bella spaghettata: Spaghetti di farro Latini, Pomodoro Miracolo di San Gennaro, e Parmigiano stravecchio. Questa sera alle 20.30 invece, grande risottata: Riso Carnaroli Cru Mosna di Michele Perinotti, Parmigiano stravecchio e Zafferano della Piana di Colfiorito. No, non ci stiamo affatto annoiando, lo confesso! :-)
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