Simplicissimus, il blog di Antonio Tombolini

Foodball!
Foodball!
ovvero I Mondiali di Umberto Raggio, by Stefano Lolli
 

sabato 8 giugno 2002
Foodball, II puntata: Ci mangiamo l'Ecuador! (Sendai, venerdi 7 giugno 2002) (Vai alla I puntata)
 
Mentre sul campo allenamenti di Sendai Trapattoni prova lo schema con Totti e Inzaghi, quello con Del Piero e Montella, il 4-4-2, il 4-3-3 e il 44 gatti, nelle cucine del ritiro azzurro
Umberto Raggio e Gigi De Rosa confabulano.
 
- Guarda come ci siamo ridotti, dice il campione, eravamo venuti qui per giocare dal primo minuto, e ci siamo ritrovati a fare da sguatteri.
- Beh, sguatteri è una parola grossa. Dovresti ringraziarmi, perché siamo comunque riusciti ad entrare nello staff della Nazionale. E vedrai che prima o poi riuscirai a entrare in campo, ed a fare la tua porca figura. Intanto, però, passami il pesce.
- Eccolo. Ma come hai fatto?
- E' stato un gioco da ragazzi. Ti ricordi Tombolini?
- E chi se lo scorda? Mi ha espulso solo perché dopo aver trattenuto per la maglia Ciro Ferrara, averlo sgambettato da dietro a gioco fermo, e avergli fatto un fallo di reazione prima che reagisse, gli ho detto che era una carogna. Il supermoviolone mi ha dato ragione, ma intanto mi aveva fatto dare otto giornate di squalifica, quel demonio.
- Ma di quale Tombolini parli?
- L'arbitro, quello che si tinge i capelli di grigio perla per fare invidia a Collina.
- No, io parlo del fratello, Antonio. Un bravo ragazzo, di calcio non capisce niente, pensa che è juventino, ma nel campo del cibo è un drago; ti ricordi quando lavoravo al Diavolo del Brodetto?
- Veramente no.
- Beh, non è proprio che lavoravo. Stavo solo facendo una saldatura in cucina, è entrato Antonio, che è un amico del proprietario, mi ha visto lì e mi ha chiesto se ero il nuovo chef.
- E tu che gli hai risposto?
- Che sì, ero il nuovo chef francese. C'è cascato di netto. Sai, è juventino. Se l'è bevuta tutta. E alla fine del pranzo è venuto a farmi i complimenti, mi ha detto che si sarebbe ricordato di me.
- E se l'è ricordato?
- Le cose che gli ho preparato quel giorno non se le scorderà di sicuro.
 
I due vengono interrotti dall'ingresso in cucina di Gigi Buffon:
 
- Ragazzi, cosa si mangia stasera di buono? Forza, che domani abbiamo una partita importante.
- Visto che vi siete bevuti l'Ecuador, sorride Raggio, noi abbiamo pensato di farvelo anche mangiare.
- Che cosa significa?
- Che stasera, per cena, vi prepariamo un manicaretto straordinario, il piatto nazionale ecuadoregno: Seville alla Umberto Raggio.
- Non sarà mica novelle cugine?
- No, Buffon, vai tranquillo. E' leggero e nutriente.
- Ok, allora torno all'allenamento. Mi raccomando, poco pepe.
 
Il portierone esce. Gigi De Rosa imbraccia la padella:
 
- Adesso me lo spieghi anche a me cos'è questo Seville?
- L'ho appena detto, è una specialità ecuadoregna.
- Ma non ero io lo chef?
- Allora vai, che io ti do la ricetta. Prendi questo chilo di filetti di pesce bianco, spigola va benissimo, e falli a pezzettini. Poi servono 300 millilitri di succo di lime, 200 di succo d'arance amare, 200 di olio, 1 peperoncino rosso piccante fatto a pezzettini, 1 cipolla media e uno
spicchio d'aglio tritati, un pizzico di sale, pepe fresco.
- Abbiamo tutto, ecco qui.
- Allora inizia mettendo il pesce in una zuppiera e coprilo con il succo di lime. Copri il recipiente e mettilo in frigo per tre - quattro ore, girando il pesce almeno un paio di volte. Al termine della marinatura, il pesce dovrà prendere un colore un po' opaco. Poi lo tiriamo fuori dalla marinatura, e scartiamo il succo. A questo punto, mescoliamo gli altri ingredienti (succo d'arancia, olio, peperoncino, cipolla, aglio, sale e pepe) e inzuppiamo ben bene, ma con delicatezza, il pesce in questa salsa saporita. E' pronto, vedrai che poesia!
- Ma sei sicuro che se il Trap non vede gli spaghetti, quelli dello sponsor, con il pomodoro e il parmigiano reggiano approvato dalla federazione, non gli prende una crisi di nervi e non fa come quella volta in Germania, quando gli avevano dato i crauti invece che la pizza e ha dato dello Strunz al cuoco?
- Guarda che Strunz era il mediano del Bayern.
- Sai quanti Strunz ci sono in giro.
- Hai ragione, Gigi. Ma dammi retta, inzuppa quel pesce. Questa è la nostra grande occasione: se voglio avere una chance per tornare in campo da protagonista, dobbiamo prendere gli azzurri per la gola. E poi, non sei stato tu a spacciarti per chef con Tombolini?
- Ok, Umberto, allora forza con questo Seville. E speriamo che qualche titolare ci lasci le penne col pesce al lime e chili.
- Bravo, vedo che hai capito. Ma dimenticavamo il vino.
- Cosa ci abbiniamo?
- Col Seville, è obbligato. Per mangiarci l'Ecuadò, ci beviamo il Tottigò. Del '97.
- Ma veramente ho letto che Masnaghetti gli preferisce il Trifosco dal Pulviscolo Rosso '98.
- E chi sarebbe, questo Masnaghetti?
- Un grande enologo.
- A me veramente ricorda l'ex mezzala del Real Arcore, quello che faceva il sommelier alla pizzeria Da Silvio ma che fu mandato via perché confondeva il Lambrusco col Lambrate e una volta, a una cena vip, rispedì indietro il vino dicendo che il Tavernello sapeva da tappo.
- Mi sa che dev'essere proprio lui.
- Allora dammi retta, prendi il Tottigò".
(2 - continua...)

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