Simplicissimus, il blog di Antonio Tombolini

Afriche

Nobody knows, neither want to know...
 

sabato 27 luglio 2002

Dakar, ore 21.45 - Un pomeriggio grigio e afoso e se guardo fuori alla vetrina di questo Internet point in Rue Senghor il cielo e il vento preannunciano uno di quei temporali che fanno paura a noi gente adriatica. Per ora la tabella di marcia raccontata nel precedente post l`ho rispettata: sono arrivato in città, ho trovato un tetto che si chiama Hotel Auberge Rouge ho fatto un giretto a bere una birra e ho trovato l`ipoint...

Dakar airportQualcuno ha scritto alla mia casella di posta elettronica e mi ha fatto ricordare una cosa che sapevo e che, scusate la banalità, ci ha insegnato il buon vecchio Bruce Chatwin: si parte solo per ritrovarsi in qualche bar a chiedersi Cosa faccio qui?

Cercherò di capirlo col passare dei giorni. Cercherò di capire che cosa c'entro io con tutta questa vita che mi gira intorno, coi bambini e questa bellissima ragazza che qui a fianco a me giocano a dei videogame su pc scassatissimi mentre di là qualcuno ride e parla a voce alta; cosa c'entro io con quei ragazzi che mi guardavano passare con noncuranza seduti sul marciapiede; cosa c'entro io con le centinaia di ragazzi che ho visto giocare a calcio in stadi di sabbia e rifiuti là nella periferia, vicino all`aeroporto.

Qualcosa c'entro. Prima, quando l`aereo è sceso sotto le nuvole e sono apparse la savana rossa e la polvere, ho sentito di appartenere a questo posto. Era la stessa savana che mi impaurì e mi mise in ansia l`anno scorso appena uscito con l`autobus da Nairobi. Posti che non sembrano fatti per le persone, no man's land. Eppure ti ritrovi con gli occhi accarezzati ed eccitati da quel colore caldissimo e profondo. Quella bellezza violenta e inquietante e` una cosa mia.
Ora vado a mangiare in un posto dove, dice la Lonely, si trovano altri viaggianti in sacco a pelo.

Stay tuned toubab! (by Michele Costantini)


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Dakar-Bamako Express 27/7/2002 - 18/8/2002
 
Stanotte è piovuto e stamattina era una mattina fresca e nuvolosa. Domani pomeriggio verso le 4 sarò a Dakar, la città da dove comicerà il mio agosto a spasso per l'Africa occidentale. Quando arriverò nelle cittadine del Senegal e del Mali una delle cose che cercherò sarà l'Internet  point e da li, la sera dopo aver trovato un tetto, mi divertirò a raccontare qualche storia del mio viaggio ad Antonio il quale mi ha promesso di pubblicare il tutto nella sezione Afriche di Simplicissimus, cioè qui.
 
L'anno scorso in questo periodo sono stato negli altipiani del Kenia e della Tanzania e nella mia immaginazione pre-partenza quella per me era l'Africa maestosa, selvaggia e potente che mi intimoriva. Oggi che parto per l'Africa occidentale, se ripenso alle terre alte e fresche della Tanzania, sento solo dolcezza e serenità. Stamattina, alla vigilia della partenza, sono la brousse, la polvere rossa, le
illusioni di Timbuctù e le gambe lunghe di Babalù che mi mettono una piacevole e strana ansia. Il mare ad un certo punto sarà lontano e attorno a me in tutte le direzioni ci saranno solo migliaia di villaggi, centinaia di città, milioni di persone, kilometri e kilometri di distese rosse e verdi, sabbia e boscaglia, strade ondulate che puntano diritto verso chissà dove.
 
Lascerò subito Dakar e le coste dell'Oceano per andare dentro, fino a Bamako, la capitale del Mali, e risalire un tratto di Niger. Credo che si tratti a volo d'uccello di 1500 km o 2000 da ovest verso est, verso città di fango, le capitali degli antichi imperi del Ghana, del Mali e Songhai. Domenica voglio arrivare a Tambacounda una cittadina nell'est del Senegal in bus. Lunedì, cercherò di passare il confine con il Mali in treno (tranquilli, il visto l'ho gia fatto qua in Italia ;=) e quindi in circa tre giorni raggiungere Bamako. Da lì, in altri tre o quattro giorni, su fino a Mopti in bus o in pinasse navigando sul Niger. Dopo le moschee di fango, i grandi mercati e i palazzi di Djenné e Segou caminerò per qualche giorno attraverso il Paese Dogon. Poi sarà un Bamako-Dakar Express e in due giorni di treno sarò ancora a Dakar. Qui cercherò un bungalow nelle tranquille spiagge della costa nord, un bungalow con veranda sul tramonto, e non faccio più niente.
 
Stay tuned toubab! (by Michele Costantini)

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