Simplicissimus, il blog di Antonio Tombolini
Il blog di Antonio Tombolini.
 

giovedì 12 giugno 2003

Laura Antonelli, o della bellezza sfregiata - Era all'apice della carriera e della notorietà. Era una delle donne più belle d'Italia, e dunque del mondo. Non aveva ancora fatto il film politicamente corretto, di quelli che ne basta uno e ti sdogana perfino la ninfetta alla Tinto Brass. Era comunque - specie per chi, come me, in quegli anni attraversava l'adolescenza - uno dei riferimenti più intensi e sensuali dell'immaginario maschile.

Il 27 aprile 1991 venne arrestata nella sua casa, a Cerveteri: le avevano trovato - udite udite! - 36 grammi di cocaina. Da allora fu un calvario. Il luccicante mondo dello spettacolo si affrettò a isolarla, prima, e ad abbandonarla, poi. Laura Antonelli vive sola, completamente sola, da anni, distrutta nel fisico e nell'anima.

Il 17 marzo del 2000, dopo 9 anni (nove anni!), la Corte di Appello di Roma assolve Laura Antonelli perché il fatto non costituisce reato.

Ieri il colmo: la Giustizia Italiana, di cui La Magistratura si fa eroica paladina, pone rimedio al misfatto, condannando lo Stato (lo Stato, mica il PM che la perseguì o il giudice che la condannò in primo grado!) a risarcire Laura Antonelli, riconoscendo il "danno d'immagine" ad essa causato dal processo. Bella notizia, no?

Aspettate. L'importo del risarcimento non vi interessa? Quel che conta è il principio, dirà qualcuno. Già. In fondo le hanno assegnato ben 10.000 (diecimila) Euro di risarcimento: l'equivalente di una bella Punto nuova, anche un po' accessoriata, in cambio della vita che le hanno distrutto.

Non risulta che i giudici abbiano mostrato alcun rossore nell'annunciare l'esemplare sentenza.


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E invece questa legge fa schifo! - Traggo dall'ottima newsletter quotidiana del Club Papillon, curata da Paolo Massobrio, la notizia secondo cui l'Italia vara la prima legge d'Europa per aiutare i più poveri. In base alla nuova legge, prosegue la notizia, chiunque abbia a che fare con produzioni alimentari potrà donare le scorte in surplus anziché distruggerle. E' la cosiddetta Good Samaritan Law. Segue il commento soddisfatto del direttore generale del Banco Alimentare, Marco Lucchini: In questo modo si riuscirà a dare da mangiare a chi ha fame e per di più a farlo senza alcun onere per la collettività.

E chi si azzarderebbe a dir male di una legge del genere? Ovviamente io.

Ecco il ragionamento: l'Unione Europea (come gli USA, da parte loro) tiene in vita artificialmente, attraverso contributi assurdi tratti dalle tasche dei cittadini, un'agricoltura assistita, chimica e di massa, ecco la causa della sovrapproduzione. La sovrapproduzione genera eccessi di scorte. Gli eccessi di scorte li mandiamo - oh, che bravi! - ai poveri negri che muoiono di fame. I poveri negri che muoiono di fame così non solo non hanno mercati verso cui esportare i loro prodotti per fare un po' di soldi, ma - grazie alla nostra solidarietà - si ritrovano sui loro mercati interni le nostre scorte in eccesso distribuite gratuitamente, distruggendo ogni possibilità di reddito per le produzioni agricole locali.

Ecco perché questa legge fa schifo, e chi ne parla in termini di solidarietà o non sa quel che dice o è un ipocrita. Una politica solidale vera comincerebbe a metter mano alla politica agricola comunitaria, smantellando subito tutto il sistema dei contributi, togliendo così un po' di ossigeno, s'intende, anche a qualche carrozzone tipo, giustappunto, il Banco Alimentare.


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