Simplicissimus, il blog di Antonio Tombolini
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lunedì 31 marzo 2003

Nasce la FederDOP Olitalia - Che cos'è la FederDOP Olitalia? Sì, ok, è l'ennesimo carrozzone cui tutti noi (colpevolmente) continuiamo a non ribellarci. Ma quale formula hanno adottato stavolta per darsi una parvenza di utilità?

Come dice il comunicato, la FederDOP Olitalia aggrega i Consorzi ed Organismi di tutela degli oli di oliva a denominazione di origine protetta (D.O.P.). La Coldiretti (che dopo decenni di sfruttamento di politiche agricole dissennate e orientate alla produzione di massa ha scoperto che oggi ci sono più soldi da spartirsi buttandosi sul tipico) precisa che la Federazione si propone di valorizzare, promuovere e sviluppare le conoscenze relative agli oli di qualità certificata prodotti sull’intero territorio italiano, nonché incrementare i rapporti istituzionali e la tutela legale nazionale e internazionale delle denominazioni di origine.

Insomma, nasce il primo Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione dei Consorzi di Tutela e Valorizzazione... si tratta com'è facile intuire di una nuova frontiera: ora gli enti potranno moltiplicarsi all'infinito, senza più ostacoli.

Volete sapere quali saranno i prossimi? Facile: la FederDOP Formaggitalia, la FederDOP Salumitalia ecc..., e infine la SuperFederDOP Italia, che aggregherà tutte le FederDOP settoriali. Poi nasceranno le SuperFederDOP francese, tedesca, ecc.... e quindi la UltraSuperFederDOP che aggregherà le SuperFederDOP nazionali in seno all'UE.

Naturalmente ciascuno di questi enti ha bisogno di ricevere dall'ente pubblico adeguati sussidi. E vista la nobiltà dei loro scopi sociali nessuno si azzarderà ad opporsi: e i pecorariscani saranno visti pascolare accanto agli alemanni, d'amore e d'accordo, mentre le coop sfameranno al proprio seno i piccoli slowfood... che bello, w i prodotti tipici!


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E bravo Berlinguer, e bravo Cofferati! - Così, Berlinguer prima, e Cofferati poi, ci spiegano che una rapida vittoria degli anglo-americani non è affatto augurabile, anzi, sperarlo è addirittura cinico. Certo: che si concluda subito, al più presto, ponendo termine così a morti e disastri è cinico, ci insegna Cofferati detto il Cinese. Dobbiamo allora sperare che duri a lungo. Del resto il ragionamento non fa una piega: se la guerra dura a lungo, di più saranno i morti, meglio sarà smascherata la cattiveria degli americani, di più saranno le manifestazioni pacifiste, e sempre più imponenti... questo sì che si chiama ragionare! Cofferati e Berlinguer sperano dunque che la guerra, per questi nobili motivi, duri il più a lungo possibile, e che non sia rapida.

Come? Ah, ecco, capisco: hanno detto che è cinico sperare in una rapida vittoria degli americani, non in una rapida conclusione della guerra. Adesso capisco: va bene anche una guerra rapida, ma solo se a vincerla sarà Saddam, evidentemente. Adesso mi spiego come mai sui prati delle Università cominciano a spiegarsi non più soltanto le ormai stucchevoli bandiere arcobaleno, ma anche il lugubre tricolore saddamita.


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Ma insomma, sei a favore o contro 'sta guerra? - Un amico mi ha chiesto di essere più chiaro rispetto all'intervento precedente. Ci provo. Sono contro questa guerra (e non dico che sono contro la guerra perché ritengo che sia un'espressione senza senso, come ho cercato di dimostrare), almeno tanto quanto sono contro i pacifisti e le loro sterili e consolatorie manifestazioni. Sono contro questa guerra perché poteva (e potrebbe ancora) essere evitata: non certo dai pacifisti, ma da un'azione politica determinata ecc. ecc.

Non sono contro la guerra, ma sono per una evoluzione dell'uomo, che sappia incanalare ulteriormente e progressivamente la propria aggressività in forme sempre più nonviolente. Per questo parlo di guerra (o lotta) nonviolenta. Lavoro per questo, convinto di lavorare per la pace molto più dei pacifisti da diporto che - stanchi delle bandiere arcobaleno (sai com'è, dopo un po' si annoiano, hanno bisogno in continuazione di emozioni forti) e cominciano a issare bandiere iraqene e a pensare che in fondo Saddam non è poi così male, e comunque non così cattivo quanto Bush! Ah, dimenticavo: sono perfino contro Bush (ve lo sareste mai aspettato?) ma non per motivi legati a questa guerra (che su questa si ritrova d'accordo anche Blair e Clinton, tra molti altri).


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