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La verità sullo Zimbabwe - Catherine Buckle è una cittadina dello Zimbabwe, già Congo Belga, oggi autonomo e indipendente. Wow! Come siamo felici noi anticolonialisti! Catherine Buckle è una donna bianca, e fa (faceva) la contadina, conducendo con la famiglia la sua fattoria. Il programma del presidente dello Zimbabwe Mugabe prevede che le fattorie vengano requisite con la forza ai bianchi, per essere redistribuite ai contadini. Wow! Che bello, come siamo felici noi di sinistra e progressisti e cattosolidaristi!
Bene, chiedetelo a lei, a Catherine, se è bello. La verità, tutta la verità sullo Zimbabwe la trovate nel suo sito, e nella lettera che vi pubblica instancabilmente tutte le settimane. Devo la scoperta all'ultimo numero di Internazionale, che riporta un po' delle sue lettere. Quello che sta succedendo è questo: Mugabe è un altro dei sanguinari dittatorelli in voga nei paesi del terzo mondo. Si riempie la bocca di socialismo e solidarietà e antirazzismo. Al potere da venti anni ha goduto e gode della imbarazzata complicità del silenzio delle opinioni pubbliche progressiste. In realtà fa razzia (senza risparmiare violenze) delle migliori terre cacciando i proprietari dall'oggi al domani dalle loro terre (ha cominciato coi bianchi: adesso che i bianchi sono tutti scappati, ha cominciato a espropriare i neri, of course) anche con la violenza. E assegna le terre ai suoi favoriti, alla sua corte, oltre che a se stesso. Catherine nelle sue lettere disperate racconta i fatti. I fatti sono colpa di Mugabe. La disperazione di Catherine è invece colpa nostra, di un mondo - come scrive lei - che preferisce nutrirci facendo elemosina piuttosto che aiutarci ad avere un governo democratico che si curi del suo popolo.
Questa è la nuova frontiera degli interventi autenticamente umanitari: aiutare ogni paese ad avere la democrazia, prima di ogni altra cosa. Ma questo, ci scommetto, interessa molto poco alle varie caritas+emergency+crocirossegialleverdiblu+ongdiognitiporazzaecolore...
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