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martedì 8 ottobre 2002 |
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Paolo Parisi: maiali, vitelli, galline e libertà - Sabato scorso, negli studi di UnoMattina, ho conosciuto Paolo Parisi. Lo conoscevo di fama. Sabato mi ha piacevolmente assalito: Ah, ma sei tu Tombolini! Dai, che si fa qualcosa di bello insieme!
La sua azienda agricola, Le Macchie, è anche un bel agriturismo. Ma il mestiere di Paolo, la sua passione, la sua vocazione, è di essere allevatore, e allevatore con amore. E' stato Paolo il vero artefice del recupero e del salvataggio (ormai definitivo) del maiale di Cinta Senese. I suoi salumi sono fantastici. Non li macella nei laboratori pseudo-artigianali che stanno fiorendo come funghi in tutta la Toscana, tutti ipertecnoigienici e plastificati. Lui i maiali se li fa macellare a Mantova, nei vecchi stabilimenti della storica Levoni, dove, nonostante l'industrializzazione e le dimensioni raggiunte, c'è ancora chi ama a tal punto questo mestiere da bloccare la linea di produzione da migliaia di maiali al giorno per macellare i 200 maiali di Parisi, e lo fa per amore, evidentemente. I suoi salumi stagionano lì, non in ipermoderne celle nuove di zecca, ma in vecchie celle di stagionatura ricche di muffe e batteri, cariche di storia, della loro storia fatta, per l'appunto, di muffe e di batteri, di quelle muffe e di quei batteri.
Paolo mi piace perché non è un fanatico della razza, neanche riguardo agli animali ;-) Quello che è importante, più importante della razza, è che l'animale venga trattato dignitosamente: che l'allevamento si svolga in regime di libertà, allo stato semibrado. Uno stato per cui i suoi suini si cibano di pinoli! E così ha avviato un allevamento di galline livornesi, che pare sfornino delle uova da favola, di quelle che hanno un sapore sul serio, e non c'è bisogno di aggiungere vaniglie e cannelle e limoni in quantità quando se ne fa una crema.
Ora è alle prese con non so più quali vitelli. In questi giorni è in Giappone: dice che c'è sempre da imparare, e allora è andato a Kobe, patria del mitico Manzo di Kobe, allevato a forza di massaggi con sake e abbondanti dosi di birra nella dieta. So già cosa ne dirà al ritorno: sì, certo, mangiano bene e sono trattati con i guanti, ma l'allevamento è a stabulazione fissa, l'animale non si muove, non è libero. Vive nel lusso, ma è prigioniero come la maggior parte delle nostre bestie.
Google It! 7:56:02 PM
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Cronache dal Nulla/2 - E' ancora uno scienziato a dominare la scena martedì primo ottobre, nella seconda giornata di lavori del convegno su Perché esiste qualcosa e non invece il nulla? Mentre i filosofi (o sedicenti tali) continuano a vagare sull'ovvio, schivando tranquillamente e come se niente fosse (ma come si fa con un tema del genere?) macigni della portata, tanto per dirne un paio, di Nietzsche e Heidegger, questa è la giornata di Ricardo Broglia, fisico delle particelle subnucleari.
Broglia è personaggio tanto schivo quanto piacevole ad ascoltarsi. Minimizza le cose di cui si occupa, e riesce a renderle comprensibili e appassionanti. Grazie a lui credo di aver finalmente capito in che cosa consistono la meccanica quantistica e il suo incrocio con la teoria della relatività ristretta di Einstein, la fisica dei quanti: da leggere assolutamente Alice nel paese dei quanti, di Robert Gilmore (con prefazione di Maria Luisa Dalla Chiara, relatrice anche lei al convegno di Varenna).
Ho scoperto che il vuoto della fisica è completamente pieno, e che le leggi che funzionano con le grandezze con cui abbiamo quotidianamente a che fare non funzionano quando si ha a che fare con oggetti, particelle (i quanti) di dimensioni dell'ordine di 10-17 centimetri (ovvero 0,00000000000000001 cm). Ho scoperto che a quelle dimensioni, il vuoto, lo stato fondamentale, in totale assenza di forze applicate, al più basso stato di energia possibile, c'è comunque qualcosa che si muove, un campo elettromagnetico misurabile, che sembra prodursi da sé.
Ricardo Broglia sta lavorando adesso a una ricerca sulla fisica delle proteine, e sta pensando alla possibilità di progettare medicine che agiscano sulla base di principi fisici, e non chimici. Buon lavoro!
Google It! 1:09:14 AM
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Pierangelo Bertoli - E' morto la notte scorsa, il 7 ottobre. E' stata una delle voci più intense ed emozionanti che io abbia ascoltato. Le sue erano canzoni, come si diceva un tempo, impegnate: ma erano soprattutto canzoni belle.
Google It! 12:07:11 AM
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© Copyright 2003 Antonio Tombolini.
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