Devo aggiungere alcune spiegazioni ideologiche al mio intervento in tema di Mondiali.
Io e la mia combriccola di amici, tutti europeisti e tutti poliglotti, tutti avvezzi alla frequentazione dello straniero e apprezzatori delle estere virtù, diventiamo delle belve di nazionalismo, dei carbonari, degli irredentisti, dei fasci littori da combattimento quando si tratta di calcio.
Ma quale politically correct! Ma quale vogliamoci bene e siamo tutti europei! Ma quale obiettività! Non esiste obiettività quando si fa il tifo: tutti gli arbitri sono cornuti, gli allenatori della sqaudra avversa sono dei corrotti, sifilitici, pedofili, psicotici, animali.
E ai giocatori avversari auguriamo di tutto, dalla diarrea all'emiparesi.
Impossibile guardare una partita con degli spagnoli, anche la più innocua o insolita come Polonia-Corea. Perché sta sicuro che troveranno il modo di sparlare degli azzurri.
Impossibile sopportare un francese, perché tirerebbe fuori la barzelletta degli italiani che sono gli unici al mondo capaci di rimettere il tappo a una bottiglia di Champagne: alludono alla finale degli europei, quando noi eravamo già pronti col bicchiere in mano e loro ci hanno fregati.
Impossibile guardare qualsiasi partita anche con un greco, con un finlandese o con un belga: il primo troverà dovunque un turco o quasi turco da insultare e poi dirà che noi siamo amici dei turchi; il secondo si soffermerebbe a analizzare il gioco facendo osservazioni del tipo: interessante questo rigore oppure noi in Finlandia giochiamo anche senza erba; il terzo insinuerebbe che gli azzurri li pagano troppo. Ma quale troppo! Che li paghino quello che vogliono, basta che vincano!
Su una cosa però ci troviamo sempre unanimi con tutti i nostri amici "esteri": i tedeschi devono
perdere. Così Germania-Irlanda siamo andati a vederla nel pub irlandese. In prima fila c'era una decina di glaciali tedeschi che appaludivano ad ogni azione della mannschaft. Noi invece facevamo "buuuuh" e al gol del pareggio abbiamo esultato, saltando sulle sedie e gli irlandesi allora hanno appoggiato la loro Guinness per abbracciarci, a noi, cinque italiani, due spagnoli e tre portoghesi fuori posto che eravamo lì solo per gufare contro la Germania.
Magia del calcio, tutto si riduce all'essenziale:l'importante è che i tedeschi perdano.
Ma questa è una vecchia storia, tutta europea.
Ciao! Diego Marani.