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domenica 26 maggio 2002 |
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Il dépliant di Mozart - Forse a Mozart, in virtù della sua tendenza all'irriverenza (tipica del vero genio), piacerà sapere che a una sua amata creatura è stato riservato un posto d'onore anche nel cinico mondo della pubblicità, e per di più in Germania. Uno dei nomi più comuni per definire un dépliant in tedesco è Leporello (e si pronuncia così, strano ma vero!): proprio come il fedele servitore del Don Giovanni di Mozart. E' una storiella divertente e pure un po' poetica: gli amanti di Mozart ricorderanno sicuramente la celebre scena (la quinta del primo atto) in cui il servitore del seduttore psichico sciorina la lista delle conquiste del suo padrone:
Madamina, il catalogo è questo. Delle belle che amò il padron mio...
Nelle prime messe in scena dell'opera (Prima Rappresentazione: Praga, Teatro Nazionale, 29 Ottobre 1787) durante questo episodio Leporello svolgeva un foglio piegato a fisarmonica, chilometrico, sul quale aveva appuntato la piccante lista delle sedotte e abbandonate da Don Giovanni: il primo dépliant nella storia del teatro. E probabilmente un non picciol libro di quel tipo è stato utilizzato da tanti altri Leporelli nel corso dei secoli (mentre oggi spesso i registi preferiscono il minimalismo) fino a raggiungere l'era della pubblicità.
Ricordo di aver raccontato questa storia alla mia amica Karin Neuhäuser mentre studiava il ruolo di Leporello che avrebbe interpretato in una messa in scena teatrale del Don Giovanni nel Theater an der Ruhr, affidato da anni alla direzione artistica dell'italiano Roberto Ciulli. Karin rimase entusiasta della storia e si costruì subito con le sue mani un bel leporello da sfoggiare alla prima. Quella sera ero fra il pubblico e quando, al momento cruciale, Leporello ha spiegato il foglietto e ha guardato, ammiccante, verso la platea, ho capito soltanto io che era a me che stava strizzando l'occhio. (by Francesca Romana Onofri)
1:41:52 AM
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Jama.com - Sono parecchie le persone che usano internet per informazioni mediche e pare che, piano piano, il mondo se ne stia accorgendo. Dopo i festeggiamenti, i problemi principali da affrontare sono due: 1) Bisogna fare in modo che la qualità di queste informazioni sia bona (ieri, seguendo le indicazioni di un sito di un amico, ero lì lì per curarmi il raffreddore con un estratto di peli di struzzo!) 2) E' essenziale che le stesse informazioni (in modo facilmente consultabile) arrivino non solo a un ricco studente di un collegio di Ginevra appena tornato da un week-end nelle Antille Olandesi, ma anche a un fruttivendolo del Congo.
con circa 100 milioni di americani che navigano e oltre la metà di essi che dichiarano di utilizzare la rete per accedere a conoscenze relative alla salute, Internet è diventata la più popolare e più frequantata fonte di informazioni mediche.
Per garantire la qualità dell'informazione è nata anche una fondazione che si chiama Health on the net che ha formulato un codice per i siti che si occupano di salute. Speriamo bene! Tobia
1:21:55 AM
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La musica è finita - La sera del 23 maggio è morto Umberto Bindi. Da qualche settimana aveva ottenuto i benefici della legge Bacchelli, anche grazie allo sbandieratissimo e imbarazzante pietismo di Maurizio Costanzo. In rete, contrariamente a quanto avviene offline, si parla anche di questo senza alcun pietismo, in maniera letteralmente spietata, ma nel senso del parlare che cerca la verità in un cammino duro e rigoroso, e rispettoso del parere degli altri. Esemplari in questo senso sono alcune discussioni che stanno avendo luogo nella pancia della rete, Usenet, i newsgroup: per esempio qui, qui, e qui. Neanche la morte è un tabù, e questo è bene.
Nel merito, che ne penso io? Penso che a un artista un popolo debba sempre più di ciò che dà, perché da un artista un popolo riceve sempre molto più di quanto immagini. Ha ragione father mckenzie.
12:57:58 AM
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© Copyright 2003 Antonio Tombolini.
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