Lo chiamavano Prescelto da Dio, Signore dei Signori, Re dei Re, Leone Conquistatore della Tribù di Giuda, Haile Selassie. Era l'ultimo discendente di una delle più antiche dinastie del mondo, la dinastia axumita la cui leggenda fondatrice narra di una notte d'amore, all'incrocio tra Africa ed Asia, tra il magnifico Re Salomone e la ricca e bellissima Regina di Shaba. Era forse il IV secolo prima di Cristo e da quella notte appassionata nacque Menelik, il fondatore della stirpe di re e imperatrici che nel IV secolo dopo Cristo si convertì al Cristianesimo e fondò un impero che dominò sui verdi altopiani etiopici per più di duemila anni. L'Impero di Axum e di Addis Abeba, unica entità politica a resistere agli eserciti e agli imperialismi europei dell'età moderna divenne il simbolo della lotta di liberazione dei popoli africani e afro-americani, soccombendo per soli 5 anni, dal '36 al '41, alla velleitaria e vergognosa occupazione fascista.
Haile Selassie, il controverso discendente di questa leggendaria stirpe, abbandonò Addis Abeba in seguito al putch militare del 1974. Con la sua morte (1975), lasciò nel Palazzo Imperiale il patrimonio d'arte, di libri e di cultura che trovano la loro fondazione nella Bibbia, nel Corano e nella Torah. Ora il Palazzo Imperiale di Addis Abeba che conserva questo tesoro di inestimabile valore si trova in gravissime condizioni e rischia di crollare.
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