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Il Papa online! - La definizione di Internet che ha dato il Papa nel documento pubblicato per la 36ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali è da sottoscrivere, parola per parola:
Internet è certamente un nuovo “forum”, nel senso attribuito a questo termine nell'antica Roma, ossia uno spazio pubblico dove si conducevano politica e affari, dove si adempivano i doveri religiosi, dove si svolgeva gran parte della vita sociale della città e dove la natura umana si mostrava al suo meglio e al suo peggio. Era uno spazio urbano affollato e caotico che rifletteva la cultura dominante, ma creava anche una cultura propria. Ciò vale anche per il ciberspazio, che è una nuova frontiera che si schiude all'inizio di questo millennio. Come le nuove frontiere di altre epoche, anche questa è una commistione di pericoli e promesse, non priva di quel senso di avventura che ha caratterizzato altri grandi periodi di cambiamento.
Il resto del documento non è peraltro del tutto coerente con questa intuizione, che resta tuttavia illuminante, e segnala il Papa (condivisibile o no nelle sue posizioni) come uno dei pochissimi uomini di potere ad aver centrato, con quella definizione, il senso vero della Rete: insomma, dà l'idea di uno che parla di Internet sapendo di cosa parla. Un commento analogo anche da David Weinberger, che quasi rispondendo al Papa, fa notare la differenza tra l'approccio broadcasting dell'evangelizzazione cattolica e l'approccio interest-based della struttura rabbinica (Weinberger è ebreo): certo che se ci fosse un Papablog per discutere con lui... mah, sarebbe una mossa troppo cool per l'establishment vaticano... ;-)
10:55:33 PM
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