Il mito e il sacro in Richard Wagner di Pietro Tessarin

tessarin-04-copy1È disponibile online IL MITO E IL SACRO IN RICHARD WAGNER (Sacrificio, Redenzione e Cristianesimo. Dal sangue della tragedia greca all’opera d’arte totale)” di Pietro Tessarin pubblicata da IL CANTO DELLA TERRA, la collana di musica e musicologia di Antonio Tombolini Editore diretta da Alessandro Zignani.

La religione consente a un gruppo di individui di sentirsi comunità. Dalla religione nascono i riti. Essi rivelano cose sacre, che poi sono state riportate ma nascoste nei miti di tutto il pianeta.

Platone non ne consigliava lettura, proprio perché tra le righe c’è l’essenza brutale della cultura, che sgorga dal sangue del sacrificio. I riti consentono alla religione di gestire la comunità. È una costante.

Il Re, sotto le dinastie d’Egitto, diventa Dio. Il concetto di sovranità politica viene così ad essere identificato dal prestigio unificatore che avrebbe questa vittima prescelta. Si produce quindi un’istituzione politica quando è in atto il rinvio della sua immolazione che consente di trasformare in potere l’atterrita venerazione che si ha nei confronti dell’individuo regale.

È il tempo del tutti contro uno. La tragedia greca costruisce la sua opera, attingendo alle forme simboliche del mito, dunque, del sacro che ne è fondamento, avvalendosi della forza di tutte le arti: poesia, danza, musica e consente agli spettatori del Teatro di rinnovare la catarsi (purificazione) attraverso l’attore – l’uno – sacrificato in scena dal Coro – tutti.

La società muta, ma gli archetipi restano.
Con Cristo, però, l’ottica viene ribaltata: consapevole di essere una vittima, è protagonista di un racconto, quello dei Vangeli, che lo vede solo contro tutti, smontando il complesso e intricato percorso che conduce all’immolazione inconsapevole da parte del tutti contro uno. Grazie alla lettura cristiana della cultura siamo in grado di decifrare in modo innovativo tutta la produzione culturale occidentale. Richard Wagner è l’unico compositore nella storia della musica che ha compreso l’antica importanza della Tragedia attica ma arricchendola dell’apporto di redenzione cristiano. Nietzsche si scontrerà con lui proprio per questo, nostalgico com’era del tutti contro uno.

Ma il tempo non si riavvolge: l’opera di Nietzsche, pur affascinante, non è attuale e diventa una folle denuncia improntata alla restaurazione della tradizione culturale. Wagner stravince. Il metodo che Wagner segue nei sui drammi, metodo ampiamente spiegato nei suoi scritti, viene raccolto dal cinema di Ejzenštein.

Esemplare l’esperienza che portò il regista russo a misurarsi con La Valchiria, andata in scena al Teatro Bolshoi nel 1940. L’incarnazione del mito e L’incontro creativo con Wagner sono le testimonianze di quell’incontro creativo. Anche la regia e la scena di uno spettacolo funzionano se ricalcano i dettami sacri della cultura che ci ha nutrito e dalla quale volenti o nolenti non possiamo prescindere.

Il libro è disponibile sullo store di Antonio Tombolini Editore e sui principali book store online.

 

Note sull’autore

Pietro Tessarin nasce ad Adria il 6 giugno del 1978. Dopo la maturità classica, consegue nel marzo 2004 la prima laurea a Bologna, specializzandosi in didattica musicale.

Forte della sua passione per la concezione wagneriana dell’arte, nell’agosto del 2007 ottiene una borsa di studio al Festspielhaus di Bayreuth. Dopo uno stage all’Area Formazione del Teatro La Fenice, vi lavora fino al 2010.

Decide di proseguire gli studi all’Università Ca’ Foscari di Venezia, conseguendo una seconda laurea in Musicologia e Beni Musicali. A Venezia si appassiona alla studio della scuola francese di antropologia in particolare dei testi di René Girard, la sua seconda e fortissima esperienza intellettuale dopo quella wagneriana. Suona il pianoforte. Si interessa di archeologia e astrofisica. Attualmente lavora all’Ufficio Stampa del Teatro La Fenice.

Scrivi commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *