Perle

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Inediti e rari da archivi e biblioteche
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CATALOGO

Ultima uscita

La Traviata

di Francesco Maria Piave e Giuseppe Verdi.

Il Giunco

di Pia Rimini

Nel Nome Della Donna

di Roberto Bracco

L’Avventuroso Simplicissimus

di Hans Jacob Christoffel von Grimmelshausen

DESCRIZIONE DELLA COLLANA

perle logo or-01Nelle biblioteche e negli archivi italiani sono conservati molti scritti inediti, o che non sono stati mai più pubblicati.
Perle intende tirare fuori dal buio della conservazione quel patrimonio culturale, conosciuto da piccolissime nicchie, e renderlo disponibile a un pubblico il più vasto possibile.
Piccoli tesori che ci rivelano aspetti inediti, molto preziosi per ricostruire l’idea di un’epoca, o il percorso artistico di uno scrittore.

La collana Perle è curata da Alessandra Marfoglia.


DIRETTORE EDITORIALE

Alessandra Marfoglia

 

Ciò che mi contraddistingue è la curiosità. E più scopro nuove realtà più mi entusiasma la voglia di conoscere e condividere quelle che, per me, sono magiche scoperte. Niente per me è ”vecchio”, e mai come ora vecchio e nuovo possono incontrarsi valorizzandosi l’uno con l’altro. Non per caso, da anni collaboro in progetti editoriali che legano supporti e pratiche tradizionali con i nuovi sistemi digitali.

INFO COLLANA

Facebook: https://www.facebook.com/PerleATE/

Email: alessandra.marfoglia@antoniotombolini.com

Progetto grafico e illustrazioni: Marta D’Asaro

AUTORI

Silvano Agosti

Silvano Agosti (Brescia 1938), ama definirsi ”essere umano”. Artista indipendente: scrittore, poeta, regista, egli vive, gioca e lavora Roma, dove da trent’anni dirige il celebre cinema Azzurro Scipioni.

Italo Michele Battafarano

Italo Michele Battafarano (Taranto, 1946), è professore ordinario di Lingua e Letteratura Tedesca dal 1980. Ha studiato a Bari e a Münster (Germania); ha insegnato a Napoli (Istituto Universitario Orientale) a Bari, Kiel (Germania, WS 1981-82, Gastprofessor) e a Trento dal 1985. È stato socio fondatore della “Grimmelshausen-Gesellschaft” (1977); ha fondato e diretto la “Christian Knorr von Rosenroth-Gesellschaft” (1990-2005). Ha pubblicato ricerche sulla letteratura tedesca moderna, sulla Riforma protestante e la guerra dei contadini, sulla caccia alle streghe, sull’immagine dell’Italia nella cultura tedesca, sulla ricezione della poesia italiana nella letteratura tedesca, sulla traduzione letteraria.

Roberto Bracco

Roberto Bracco, nasce a Napoli tra il 1858 e il 1863. La data del 1858 è negli atti ufficiali, ma, pare, attribuita per opportunità familiari legate a un’eredità; l’anno più spesso riportato nelle biografie è il 1861.
È stato giornalista; critico teatrale, letterario, musicale e cinematografico; ha scritto novelle, poesie e canzoni; ma è stato soprattutto un autore teatrale di grande fama e successo. Da diversi suoi copioni sono state tratte sceneggiature e soggetti cinematografici. Basti citare il famosissimo, e andato perduto, Sperduti nel buio del 1914, considerato il film precursore del neorealismo.
Bracco ha rappresentato un modello e un punto di riferimento per tutto il panorama culturale italiano dalla fine del 1800 fino ai primi decenni del secolo successivo. Affermatosi come tra i più grandi autori italiani, fu candidato nel 1924 al Premio Nobel per la Letteratura.
Nello stesso anno iniziò la sua attività politica candidandosi alla elezioni, convinto che bisognava agire per impedire l’affermarsi del fascismo, e venne eletto Deputato. A causa del suo dichiarato antifascismo, la sua attività letteraria venne fortemente ostacolata fino a impedirne la diffusione.
Nel 1939 sposa Aurelia Del Vecchio (che lui chiamava Laura), sua compagna di vita fin dal 1924, e che gli resterà accanto fino alla fine.
Muore a Sorrento il 20 aprile del 1943.

Maria Neglia

Maria Neglia è nata nel 1955 a Trieste dove vive e lavora in campo sanitario. È sposata ed ha due figli.
È laureata in Filosofia, in Scienze e tecniche psicologiche e in Fisioterapia.
Ha vinto diversi concorsi letterari, ed è figura attiva nella diffusione e promozione di esperienze letterarie poco note.
Tra le sue partecipazioni segnaliamo la scrittura del capitolo Sulle tracce di Pia Rimini, nel saggio a cura di Gabriella Musetti Oltre le parole. Scrittrici triestine del primo Novecento, testo di cui ha curato parte dell’antologia.

Pia Rimini

Pia Rimini nasce a Trieste l’8 gennaio del 1900. Appartiene al fine milieu ebraico dell’epoca, che concede alle donne di sviluppare la propria personalità con un percorso culturale di prim’ordine, e la presenza partecipe nei salotti della buona società. Fin da piccola dimostra doti di scrittura che la famiglia incoraggia e sollecita.
I genitori, seppur di origine ebrea, hanno abbracciato la fede cattolica prima del matrimonio e Pia viene battezzata alla nascita.
All’età di 18 anni rimane incinta forse di un ufficiale appartenente alle truppe italiane entrate a Trieste. Lui l’abbandona. Dalla gravidanza, un figlio nasce morto.
La sua attività letteraria prende spunto da questo fatto, trattando con finezza descrittiva e spregiudicatezza i drammi di donne dallo spirito ribelle e volitivo che non trovano nell’uomo la gioia di un rapporto appagante.
Molti amori si susseguono nella vita di Pia Rimini, fino all’età di 37 anni, quando sposa, con rito cattolico, Ercole Rivalta, giornalista e scrittore di 25 anni più vecchio di lei. Si trasferisce a Livorno con i genitori, che dopo poco più di un anno tornano a Trieste. Lei li segue, con l’approvazione del marito. Presto però viene richiamata a vivere con lui. Divisa tra i due affetti, tra mille difficoltà interiori decide di rimanere con i genitori. È il divorzio. Per completare le pratiche imposte dalla Sacra Rota, la Rimini si avvicina a monsignor Santin, vescovo di Trieste. Dall’incontro, la fede in Dio prende in lei nuovo slancio, diventando ben presto l’unico motivo di vita assieme alla cura degli amatissimi genitori.
Nel 1944, le truppe tedesche che avevano occupato Trieste catturano Pia Rimini, riconosciuta di sangue ebreo da parte di entrambi i genitori. Mandata ad Auschwitz, morirà nel viaggio di deportazione o al suo arrivo.
L’opera letteraria di Pia Rimini comprende un vasto numero di novelle pubblicate su vari giornali e riviste italiane. In volume sono apparse le seguenti opere:

Pubertà ,Trieste, Casa Editrice La Vedetta Italiana, 1928
La spalla alata, Milano, Casa Editrice Ceschina, 1929
Il giunco, Milano, Casa Editrice Ceschina, 1930
Eva e il paracadute, Roma, Campitelli, 1931
Il diluvio, Roma, Campitelli, 1933

Armando Rotondi

Armando Rotondi insegna Letteratura Italiana presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” ed Editoria all’Università di Verona. Precedentemente ha insegnato e svolto attività di ricerca presso l’Università di Napoli “Federico II”, l’University of Strathclyde (Glasgow, Gran Bretagna), la Nicolaus Copernicus University di Torun (Polonia), l’Università di Bucarest (Romania). Esperto di letteratura teatrale italiana ed europea tra ’800 e ’900, è autore di 5 monografie e di numerosi contributi in journals o in volumi miscellanei. Alla figura di Roberto Bracco ha dedicato la monografia Roberto Bracco e gli “-ismi del suo tempo. Dal Wagnerismo all’Intimismo (2010) e i seguenti saggi: Prevedere il trauma di una guerra: L’internazionale (1914) di Roberto Bracco e la messa in scena di Giovanni Meola con in appendice una conversazione con il regista (2015); Legends and Ghost Stories in Naples between Two Centuries: Matilde Serao, Roberto Bracco and Benedetto Croce (2009); Roberto Bracco giornalista e critico teatrale: 1888-1893 (2007). Bracco è stato inoltre oggetto delle seguenti relazioni a convegni internazionali: Roberto Bracco giornalista e critico teatrale: 1888-1893 (Cambridge 2011); La scomparsa di “Sperduti nel buio” (1914) di Roberto Bracco e il realismo negli anni ’10 (Birmingham 2010); Roberto Bracco e il Pirandellismo, tra teatro vecchio e nuovo (Londra 2009); Legends in Naples: Serao, Bracco, Croce (Oxford 20008); Filming the real in the 1910s: Roberto Bracco’s Sperduti nel buio before Neorealism (Albuquerque 2008).

Angelo Treves

Di Angelo Samuele Treves non è facile ricostruire una dettagliata biografia.
Sicuramente è stato uno tra i più autorevoli e prolifici traduttori dal tedesco, ma soprattutto uomo di grande statura e impegno culturale.
Senza dubbio a determinare una sorta di damnatio memoriae, è stato il fatto che proprio Angelo Treves, di fede ebraica, sia stato il primo traduttore italiano della biografia di Adolph Hitler.
La memoria di Angelo Treves si è trovata, così, ad essere vittima due volte: prima del fascismo, perché, in quanto ebreo venne inserito nell’elenco degli autori ”non graditi”; e dopo la guerra, della stessa comunità israelitica, che, alla luce delle leggi razziali e della brutalità dei campi di sterminio, non riuscì forse ad accettare che un ebreo avesse tradotto un testo tanto odiato.
Morì a Milano il 27 dicembre 1937 e la sua salma fu poco dopo trasferita a Vercelli, presso il cimitero israelitico.

Hans Jacob Christoffel von Grimmelshausen

Hans Jacob Christoffel von Grimmelshausen è nato a Gelnhausen, nell’Assia, presumibilmente intorno all’anno 1621. Della sua infanzia e prima giovinezza non si ha notizia. La sua famiglia apparteneva alla piccola nobiltà ed era originaria della Turingia. La sua vita è stata fortemente condizionata dalla Guerra dei Trent’anni, a cui partecipò, in entrambi gli schieramenti, fino a quando abbandonò il servizio militare, poco prima della Pace di Westfalia (1648). Proprio questa guerra fa da sfondo alle avventure e disavventure di Simplicius, il protagonista del suo romanzo più famoso L’avventuroso Simplicissimus, testo considerato uno dei capolavori della letteratura tedesca e pubblicato la prima volta nel 1668. Nel 1649 si sposa a Offenburg. Fu amministratore dei beni di una famiglia nobiliare prima e di un medico di Strasburgo poi; successivamente fu locandiere, e nel 1667 ottenne la carica di praetor vescovile presso il tribunale di Renchen, dove visse fino alla morte, registrata il 17 agosto 1676.

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